• Mondo
  • martedì 23 agosto 2011

Il premier giapponese pronto alle dimissioni

Naoto Kan si dimetterà a fine settimana, travolto dalle polemiche post-tsunami: ecco chi potrebbe succedergli

Il Giappone potrebbe avere un nuovo primo ministro la prossima settimana. Secondo alcune fonti interne al governo giapponese, l’attuale premier Naoto Kan darà le dimissioni nei prossimi giorni accogliendo le richieste di parte dell’opposizione e della popolazione, molto critiche nei confronti del modo in cui ha gestito l’emergenza dopo il terremoto e lo tsunami dell’11 marzo scorso. Kan ha ricevuto molte critiche anche per come è stata affrontata la crisi dell’impianto nucleare di Fukushima, rimasto danneggiato dalle onde anomale, che ha portato alla fuoriuscita di cospicue quantità di radiazioni dalla centrale.

Gli ultimi sondaggi segnalano che Naoto Kan ha un livello di popolarità tra i giapponesi inferiore al venti per cento. In molti ritengono che il primo ministro abbia dimostrato di avere poca autorevolezza e poco polso in un momento critico per il paese, impegnato ora nella ricostruzione delle aree colpite dallo tsunami a nord. Il ministro dell’Economia, Kaoru Yosano, ha confermato all’Associated Press l’imminente abbandono della carica di Kan, che in un consiglio dei ministri avrebbe ammesso di avere i giorni contati sul piano politico.

Kan del resto si era già ripromesso di abbandonare l’incarico dopo l’approvazione da parte del Parlamento di due leggi molto importanti per la ricostruzione e la ripresa dell’economia nel paese. Salvo cambiamenti di programma, le due leggi saranno approvate venerdì e in quel giorno tutti i membri del Consiglio dei ministri rassegneranno le loro dimissioni. Lunedì ci sarà poi una elezione interna al Partito Democratico per stabilire la nuova leadership e il nuovo primo ministro, il sesto negli ultimi cinque anni della turbolenta vicenda politica del Giappone.

I possibili successori per sostituire Kan, che divenne primo ministro nel giugno del 2010, sono molti, ma nonostante ciò il Partito Democratico cercherà di eleggere rapidamente il successore per dare un segnale di stabilità al paese. Reuters ha messo insieme una lista dei potenziali successori alla carica di capo del governo.

Yoshihiko Noda
È l’attuale ministro delle Finanze, ha 54 anni ed è stato tra i principali sostenitori della riduzione dell’enorme debito pubblico giapponese attraverso nuove imposizioni fiscali. Lo scorso anno è intervenuto sullo Yen per rendere più favorevole il cambio con altre valute, che complicava le esportazioni, e ha convinto i membri del G7 ad aiutare il paese dopo il disastro del terremoto e dello tsunami. A differenza di Kan, Noda ritiene il nucleare una risorsa indispensabile per dare energia al paese e ha proposto di riavviare in breve tempo tutti i reattori più sicuri. Nel tempo libero si dedica alle arti marziali.

Sumio Mabuchi
Ha 51 anni ed è stato in passato ministro dei Trasporti. Pensa che il Giappone debba fare meno affidamento sul nucleare e che ci vorrebbe un grande dibattito pubblico nel paese per decidere il futuro energetico per la nazione. Ha invitato la Banca centrale giapponese ha emettere nuove obbligazioni per fare cassa e pagare le enormi spese per la ricostruzione dopo il terremoto di marzo. Gli amici lo chiamano “Terminator” perché nel tempo libero si dedica con assiduità al body building.

Banri Kaieda
È attualmente ministro del Commercio, ha 62 anni e si è occupato a lungo della politica energetica del paese e dell’ermegenza a Fukushima. Chiede più norme di sicurezza sugli impianti nucleari e ritiene che l’idea di Kan di abbandonare le centrali atomiche sia prematura, specie senza un serio dibattito interno. Si è opposto alla proposta di legge sull’innalzamento dell’imposta sulle vendite per il commercio e ha invitato la Banca centrale a fare di più per aiutare il paese a tenere a bada i conti.

Seiji Maehara
È stato il leader del Partito Democratico ed era uno dei candidati più probabili, ma lo scorso marzo si è dovuto dimettere da ministro degli Esteri a causa di uno scandalo su alcuni fondi gestiti con scarsa trasparenza. Ha 49 anni e pensa che entro il 2030 il Giappone debba abbandonare il nucleare. Dice da tempo che il Giappone dovrebbe tenere più sotto controllo la Cina, che continua la sua corsa agli arsenali, intensificando i rapporti diplomatici. Ha la passione per i treni a vapore e quando può passa il tempo a fotografarli.

Sakihito Ozawa
Ha 57 anni ed è uno dei membri più influenti della commissione che si occupa di studiare le nuove imposizioni fiscali per il Giappone. Ozawa pensa che per la ricostruzione il paese dovrebbe accendere nuovi prestiti, evitando la strada dell’aumento delle tasse e delle imposte per i cittadini.

Shinji Tarutoko
Ha 51 anni e ha già sfidato una volta Kan per la leadership all’interno del partito, perdendo la sfida nonostante fosse spinto dall’influente e controverso Ichiro Ozawa. Si è occupato dei rapporti con il Parlamento e sulla faccenda dell’aumento delle tasse ci va molto cauto.

Michihiko Kano
È l’attuale ministro dell’agricoltura, ha 69 anni e si è mostrato molto scettico nei confronti dell’adesione del Giappone alla Transpacific Partnership (TPP), una serie di accordi commerciali stretti con gli Stati Uniti. Non è molto popolare, ma potrebbe contare sull’influente spinta di Ichiro Ozawa ed è visto con rispetto dal Partito Liberale Democratico di opposizione.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.