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  • lunedì 22 Agosto 2011

Il caso Strauss-Kahn è chiuso?

Secondo il New York Times il procuratore di Manhattan ha deciso di chiedere l'archiviazione

Il procuratore distrettuale di Manhattan, Cyrus R. Vance Jr., avrebbe deciso di chiedere la chiusura del caso Dominique Strauss-Kahn, l’ex direttore del Fondo Monetario Internazionale accusato da una cameriera di un hotel di averla violentata. La notizia non è ancora ufficiale, ma a partire da ieri è stata ripresa da numerosi giornali americani. La decisione di Vance potrebbe portare il caso giudiziario a una rapida fine, chiudendo uno dei procedimenti più seguiti negli ultimi anni dalle parti di New York. Se la richiesta sarà accolta, per DSK cadranno le principali accuse e probabilmente non sapremo mai la verità su quanto accaduto nella stanza 2806 dell’abergo Sofitel il 14 maggio, spiegano sul New York Times.

La chiusura del caso potrebbe lasciare Nafissatou Diallo, la cameriera di trentatré anni che ha accusato di stupro DSK, senza la possibilità di fare ricorso contro l’ex direttore dell’FMI. La cameriera ha comunque avviato anche una causa in sede civile, chiedendo un risarcimento per un atto «violento e sadico» che l’avrebbe profondamente colpita e umiliata. Nelle ultime settimane, la credibilità di Diallo è stata messa più volte in dubbio: la donna ha fornito versioni discordanti di quanto accaduto a maggio, ritrattando alcune ricostruzioni e dimostrando di essersi inventata alcuni particolari.

Vance sarebbe intenzionato a chiedere la chiusura del caso per la mancanza di prove tali da poter accusare DSK senza alcuna ombra di dubbio. Diallo è l’unica persona a poter testimoniare quanto avvenne nella stanza di albergo, ma il suo comportamento e la sua scarsa attendibilità avrebbero ormai compromesso il caso, rendendo impossibile una ricostruzione credibile degli eventi. Secondo alcuni esperti consultati dal New York Times, in questo genere di cause legali le vittime e i testimoni appaiono spesso poco credibili perché faticano a ricostruire con precisione quanto accaduto, o perché preferiscono nascondere alcuni dettagli imbarazzanti e che li metterebbero in cattiva luce. Diallo ha da subito mentito su diversi particolari e gli inquirenti hanno impiegato settimane per ricostruire gli eventi, con la testimone che aggiungeva nuove menzogne per giustificare quelle che aveva già formulato. «Non avremmo potuto dire a una giuria che [Diallo] ha continuato a mentirci, ma che avrebbe dovuto crederle» ha spiegato un funzionario che lavora per il procuratore.

Gli avvocati di Diallo dicono di voler attendere notizie ufficiali sulle decisioni che vorrà prendere Vance, ma ribadiscono che la scelta migliore rimarrebbe quella di presentare il caso a una giuria e di lasciare decidere ai suoi componenti. La donna avrà anche mentito e dato versioni discordanti, dicono, ma ci sono comunque le prove della scientifica che dimostrano che i due ebbero un rapporto sessuale nella stanza e ci sono le testimonianze dei colleghi di Diallo, che quel giorno la videro scossa e sotto shock per quanto accaduto. Le prove della scientifica in effetti dimostrano che ci fu un rapporto, ma non danno sufficienti elementi per determinare se sia stato consensuale o no.

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