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  • venerdì 12 Agosto 2011

Il secondo dibattito delle presidenziali USA

Gli otto candidati repubblicani che sfideranno Obama si sono affrontati in tv, agguerriti tra loro: oggi è atteso l'annuncio di Rick Perry

Ieri sera negli Stati Uniti c’è stato un nuovo dibattito tra gli otto candidati alle primarie repubblicane per le elezioni presidenziali del 2012. Il dibattito si è svolto alla Iowa State University, è stato trasmesso in diretta tv ed è durato circa due ore. Hanno partecipato Rick Santorum, senatore della Pennsylvania, Michele Bachmann, deputata del Minnesota, Newt Gingrich, ex presidente della Camera, Mitt Romney, ex governatore del Massachusetts, Ron Paul, deputato del Texas, Tim Pawlenty, ex governatore del Minnesota, Herman Cain, ex amministratore delegato della catena di ristoranti Godfather’s Pizza e Jon Huntsman, ex governatore dello Utah ed ex ambasciatore degli Stati Uniti in Cina.

L’attenzione è stata principalmente su Michele Bachmann e Tim Pawlenty, che si sono attaccati a vicenda più volte. Pawlenty ha accusato la deputata del Minnesota di avere «un curriculum di menzogne», e lei a sua volta l’ha accusato di avere posizioni troppo vicine a quelle dei democratici sull’ambiente e la salute. Il dibattito, spiegano oggi i giornali americani, arriva in un momento particolare della campagna repubblicana, a ridosso di un sondaggio che sabato darà indicazioni importanti sul gradimento di ciascuno dei candidati. Nonostante gli otto candidati si siano mostrati uniti nelle critiche al presidente Obama, soprattutto per quel che riguarda l’economia, il loro confronto ha evidenziato reciproche e crescenti insofferenze. «Guardate», ha detto Tim Pawlenty a proposito della Bachmann «ha fatto cose meravigliose nella sua vita, assolutamente meravigliose, ma è un fatto indiscutibile che per quanto riguarda il suo operato al Congresso i suoi risultati sono pari a zero».

Bret Baier, il giornalista di Fox News che ha moderato il dibattito, ha iniziato elencando una serie di problemi che gli Stati Uniti stanno affrontando, dal downgrade all’Afganistan. Ma la prossimità del dibattito al sondaggio di sabato, ha spinto subito la serata verso un tutti contro tutti. Mentre Pawlenty si scagliava contro la Bachmann, Gingrich attaccava i media. Poi è arrivato il turno di Ron Paul, che a sua volta ha criticato i risultati della Bachmann al Senato. Mentre Herman Cain ha cercato di screditare i suoi avversari definendoli «mestieranti della politica». Jon Huntsman, per la prima volta sul palco di un dibattito da quando ha annunciato la sua candidatura, ha fatto fatica a farsi sentire e chiesto più volte aiuto per poter intervenire. «Il presidente Obama ha due anni e mezzo per sistemare le cose», ha detto alla fine. «Non sta rispettando gli impregni presi». Meno aggressivo anche Mitt Romney, dato finora come favorito.

Anche questa volta sul dibattito aleggiava l’ombra di due grandi assenti, il governatore del Texas Rick Perry – di cui è quasi certo che si candidi oggi – e l’ex governatore dell’Alaska Sarah Palin, stabile convitato di pietra.