Il nuovo poeta laureato

Quello americano, che dura un anno: mentre nel Regno Unito è una poetessa, fino al 2019

La Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti ha annunciato lunedì che Philip Levine, già vincitore del premio Pulitzer nel 1995 per il libro “The simple truth”, sarà il prossimo Poeta Laureato. Ogni anno il direttore della Biblioteca del Congresso (che con gli oltre 128 milioni di documenti che conserva è la biblioteca più grande del mondo) sceglie un nome tra una lunga lista di candidati. Il Poeta Laureato degli Stati Uniti resta in carica da ottobre a maggio e ha il compito di promuovere delle iniziative per far conoscere e apprezzare l’arte della poesia in tutta la nazione, oltre a dover tenere delle letture nella Biblioteca del Congresso. Non ci sono altre precise incombenze e lo stipendio annuale è di 35.000 dollari.

Giacomo I d’Inghilterra nel 1617 nominò Poeta Laureato Ben Jonson: la tradizione del “poeta della nazione”, che all’occorrenza compone poemi e sonetti per celebrare il suo paese, nacque allora riprendendo una assai più longeva consuetudine di poeti di corte ufficiali: per poi diffondersi in una quindicina di paesi (tra gli altri Canada, Irlanda, India, Germania) con caratteristiche differenti. A differenza del Regno Unito (dove l’incarico dura solitamente dieci anni: è affidato a Carol Ann Duffy dal 2009), negli Stati Uniti solitamente non gli viene richiesto di comporre poesie per le occasioni ufficiali, anche se dopo l’attacco terroristico dell’11 settembre 2001, il Poeta in carica Billy Collins ha letto una poesia in occasione di una seduta speciale del Congresso: “The names“.

Philip Levine prende il posto di William Stanley Merwin, vincitore del premio Pulitzer nel 1971 e nel 2009. Levine, nato a Detroit nel 1928, ha raccontato nelle sue poesie la vita degli operai nelle fabbriche. In un’intervista telefonica al New York Times dalla sua casa di Fresno in California, ha detto di aver pensato di chiedere ai cittadini americani qual è la peggiore poesia che sia mai stata scritta. “Anche se so che i membri della Biblioteca del Congresso non lo vorranno fare” ha scherzato Levine “vorrei trovare un modo più leggero e divertente per convincere le persone che la poesia non è così seria e distante”.

Philip Levine, rimasto orfano di padre quando aveva 5 anni, ha fatto molti lavori umili che lui stesso definisce “stupidi” prima di mettersi a scrivere. Ha lavorato per la Cadillac e in una fabbrica della Chevrolet e ha guidato un camion per la Railway Express. “Non ero particolarmente desideroso di diventare un Poeta Laureato” ha spiegato. “Credo sia come vincere il premio Pulitzer. Se la prendi troppo seriamente, sei un idiota. Ma se guardi i nomi degli altri poeti che l’hanno vinto, la maggior parte di loro sono dannatamente bravi. Non tutti, ma la maggior parte”.