La Cina apre (un po’) alla Rete?

Proseguono le polemiche online sull'incidente ferroviario e il Quotidiano del Popolo si schiera contro le censure di stato

Il Quotidiano del Popolo, il giornale ufficiale del Partito Comunista Cinese, ha invitato le autorità dello stato a essere più trasparenti e dare maggiori informazioni e risposte alle richieste che arrivano da internet. L’intervento arriva dopo dieci giorni di vivaci sviluppi nel rapporto tra governo e libera informazione, seguiti al grave incidente ferroviario del 23 luglio in cui erano morte 40 persone. Il deragliamento del treno superveloce orgoglio del Partito aveva scatenato molte polemiche e discussioni in rete e sui social network, che avevano superato le reticenze delle autorità e dei media istituzionali. E ancora due giorni fa si segnalava l’attività censoria del governo su tali discussioni a proposito della sicurezza dei nuovi treni e della stessa trasparenza delle informazioni date ai cittadini: con ordini espliciti in questo senso diramati venerdì scorso dal dipartimento per la comunicazione del Partito.

Ma l’articolo sul Quotidiano del Popolo – ripreso anche dall’agenzia ufficiale Xinhua – ha chiesto invece alle autorità di imparare i nuovi linguaggi della rete e sapere rispondere efficacemente alle sue domande: “per rispondere al popolo e comprendere le sue preoccupazioni”. Il canale su cui più si sono manifestate le richieste e le accuse degli utenti della rete sono i weibo, una sorta di versioni cinesi di Twitter.

Nella foto il premier cinese Wen Jiabao visita il luogo dell’incidente del 23 luglio (AP Photo)