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  • venerdì 29 Luglio 2011

Che cosa c’è nella scatola nera del volo Air France 447

I piloti non erano abbastanza addestrati, dice l'agenzia governativa francese incaricata delle indagini

L’ufficio pubblico francese incaricato di investigare sugli incidenti aerei e di fare raccomandazioni per migliorare la sicurezza dell’aviazione, il BEA (Bureau d’Enquêtes et d’Analyses pour la Sécurité de l’Aviation Civile) ha rilasciato il terzo rapporto tecnico sull’incidente del volo Air France 447, che mette seriamente in discussione l’operato dei piloti. Il volo scomparve improvvisamente mentre attraversava l’Atlantico il 1 giugno 2009 con 228 persone a bordo. Solo lo scorso maggio una spedizione oceanografica aveva recuperato i due cilindri che contenevano la maggior parte dei dati del volo, la cosiddetta “scatola nera”, insieme ad alcuni corpi dei passeggeri morti nell’incidente.

La breve relazione del BEA si basa sui dati della scatola nera, secondo i quali, nei minuti finali del volo, l’equipaggio non è stato in grado di identificare e rendersi conto con certezza della perdita di altitudine, nonostante un allarme della strumentazione abbia suonato per circa un minuto. Invece di puntare il muso dell’aereo verso il basso, la manovra corretta da eseguire in quella situazione, il pilota provò a uscire dalla difficoltà puntando il muso verso l’alto e rendendo irreversibile lo stallo dell’aereo. Il copilota, secondo il rapporto, non aveva abbastanza addestramento per il volo manuale e per situazioni in cui la velocità dell’aereo non era indicata correttamente dalla strumentazione. I passeggeri, infine, non vennero avvisati delle difficoltà mentre i piloti cercavano di riprendere il controllo dell’aereo.

Il BEA ha quindi fatto dieci nuove raccomandazioni generali per migliorare la sicurezza dell’aviazione, tra cui rendere obbligatorio per tutti i piloti francesi un addestramento specifico per gestire le situazioni di stallo ad alta quota. In risposta alla pubblicazione del rapporto, Air France ha rifiutato le conclusioni dell’ufficio governativo, dicendo che, nonostante il nuovo rapporto, “al momento nulla permette di mettere in discussione la competenza tecnica dell’equipaggio”. I risultati dell’inchiesta confermano le indiscrezioni pubblicate un paio di mesi fa dal Wall Street Journal e che parlavano appunto dell’inadeguatezza nella preparazione dei piloti come principale responsabile del disastro.

Il compito del BEA è di investigare i fatti e stendere rapporti esclusivamente tecnici. Sul caso aveva già rilasciato in precedenza due relazioni, per un totale di duecento pagine. Si attende ancora la relazione conclusiva, che esprimerà anche le considerazioni finali sulle cause del disastro. Non è comunque compito del BEA stabilire le responsabilità giuridiche: di queste si sta occupando con grande ritardo un’inchiesta della giustizia ordinaria francese, partita solo a marzo di quest’anno. Al momento la compagnia aerea Air France e la casa produttrice dell’aereo, Airbus, sono indagate per omicidio.

Il responsabile delle indagini sul volo 447, Alain Bouillard, durante la conferenza stampa che ha presentato il rapporto a Le Bourget, vicino a Parigi.
foto BERTRAND GUAY/AFP/Getty Images

– La scomparsa del volo Air France 447