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  • martedì 26 Luglio 2011

La Norvegia, quattro giorni dopo

Le foto delle veglie di ieri e due aggiornamenti sulle indagini della polizia

Lunedì più di 150 mila persone si sono riunite nel centro di Oslo in ricordo delle vittime degli attentati dello scorso venerdì. Molti di loro portavano rose, candele, bandiere norvegesi che hanno lasciato in ricordo delle vittime davanti alla cattedrale di Oslo, al municipio della città e sul luogo in cui è avvenuta l’esplosione.

Il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg ha tenuto un discorso in cui ha detto che «il male può uccidere una persona ma non può sottomettere un popolo». Anche il principe ereditario Haakon ha parlato alla folla, dicendo che «siamo in grado di rispondere all’odio stando tutti insieme. Abbiamo deciso da che parte stare». Commemorazioni si sono svolte anche in altre città del paese mentre parenti e amici hanno lasciato fiori e candele sulla sponda del lago Tyrifjorden di fronte all’isola di Utøya.

Intanto ci sono due aggiornamenti sul fronte delle indagini. La procura di Oslo, riferisce il quotidiano norvegese Aftenposten, sta valutando se accusare Anders Breivik, l’unico sospettato nonché reo confesso degli attacchi di venerdì, di crimini contro l’umanità. Questa imputazione farebbe riferimento a una nuova sezione del Codice penale norvegese, introdotta nel 2008, e permetterebbe di condannare Breivik a trent’anni di reclusione. Ieri Breivik è stato formalmente accusato di “atti di terrorismo”, la cui pena massima prevista è 21 anni.

Sebbene la stampa locale abbia già riportato molti dei nomi delle persone uccise, la lista ufficiale dovrebbe essere resa nota oggi dalla polizia di Oslo. I nomi non sono stati diffusi in questi giorni perché non tutti erano stati verificati né si era riusciti a contattare i parenti più vicini di tutte le persone uccise. Ieri le autorità hanno rivisto al ribasso le loro stime dei giorni precedenti: le persone uccise a Utøya sono 68 e non 86, quelle uccise a Oslo sono 8 e non 7.