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  • domenica 24 Luglio 2011

Oggi si “vota” in Corea del Nord

Il partito comunista punta a ottenere il 100 per cento dei consensi alle elezioni locali per rafforzare il successore di Kim Jong-Il

Oggi in Corea del Nord si vota per eleggere i rappresentanti delle assemblee locali. L’agenzia di stampa governativa KCNA ha detto che “i seggi sono affollati da persone ben vestite e desiderose di votare, mentre molti ballano alla musica di tamburi e gong”.

L’esito delle elezioni è scontato: i votanti esprimeranno il proprio consenso ai candidati del partito comunista, unico partito del paese. In genere in Corea del Nord il 99 per cento degli aventi diritto partecipa alle elezioni e il 99 per cento di questi vota “sì” per confermare i candidati proposti dal partito. A mezzogiorno circa l’85 per cento degli aventi diritto aveva votato. Le assemblee locali vengono rinnovate ogni quattro anni e durante il periodo in cui sono al potere si riuniscono una o due volte all’anno per approvare il bilancio e le nomine dei leader locali designati dal partito comunista centrale.

Secondo molti analisti politici, le elezioni di quest’anno hanno l’obiettivo di rinnovare gli organismi governativi per rafforzare e stabilizzare il potere del successore di Kim Jong-Il, il terzo figlio Kim Jong-un, che verrà annunciato ufficialmente nel 2012 in coincidenza con l’anniversario dei cent’anni della nascita di Kim Il-Sung, fondatore della Corea del Nord e padre dell’attuale presidente. Kim Jong-un ha poco meno di trent’anni e la sua prima apparizione pubblica è dello scorso ottobre, quando ha partecipato alle celebrazioni per l’anniversario dei 65 anni della fondazione del partito dei lavoratori della Corea del Nord. L’agenzia KCNA ha sottolineato più volte che le elezioni si stanno svolgendo in un momento molto importante e ha invitato le persone a votare per raggiungere il 100 per cento di voti favorevoli al partito governativo.

I gruppi per i diritti umani e molti governi stranieri considerano la Corea del Nord uno dei regimi più crudeli e repressivi al mondo. Secondo Amnesty International circa 200 mila prigionieri politici sono incarcerati in condizioni orribili nelle prigioni del paese.

foto: AP Photo/APTN