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  • venerdì 22 Luglio 2011

Le esecuzioni elettorali in Alabama

Nell'anno precedente alle elezioni che li riguardano, i giudici statunitensi emettono più condanne a morte - anche ribaltando i pareri delle giurie

Un’organizzazione no-profit statunitense, l’Equal Justice Initiative, ha pubblicato una ricerca in cui mostra che le sentenza di condanna a morte in Alabama sono pesantemente condizionate dalla vicinanza di una scadenza elettorale per il giudice. In Alabama, infatti, come in molti altri Stati americani, i giudici sono eletti e non nominati.

L’Equal Justice Initiative è un’organizzazione diretta da Bryan Stevenson, docente alla facoltà di Giurisprudenza della New York University, e ha sede a Montgomery, in Alabama. Fornisce assistenza legale a imputati in difficoltà economiche e denuncia ingiustizie e discriminazioni nel sistema giudiziario degli Stati Uniti. Nella ricerca, l’EJI si concentra su una procedura giuridica diffusa solo in tre stati americani (Alabama, Delaware e Florida): la possibilità per il giudice di ribaltare il verdetto della giuria nei casi che prevedono la condanna alla pena di morte.

Mentre oggi in Delaware non ci sono condannati a morte in conseguenza di un ribaltamento del verdetto, e in Florida nessun giudice è andato contro la decisione della giuria negli ultimi dodici anni, in Alabama questo succede “quasi sempre”, dimostra il rapporto: in conseguenza di questo, almeno quaranta detenuti sono attualmente nelle prigioni dello stato in attesa dell’esecuzione della sentenza, nonostante le giurie avessero deciso pene diverse.

In Alabama il giudice può anche decidere di convertire in una condanna all’ergastolo una condanna a morte sentenziata dalla giuria, ma questo si verifica solamente nell’8% dei casi. Inoltre, nello Stato le giurie possono ordinare la pena di morte anche senza l’unanimità (basta l’accordo di dieci giurati su dodici) e i giurati che si dichiarano contrari alla pena di morte non possono far parte delle giurie.

Il risultato più rilevante e inatteso della ricerca è che i giudici tendono a emettere condanne a morte più spesso nell’anno che precede le loro elezioni. In Alabama, a differenza di quanto accade ad esempio in Delaware, i giudici sono eletti e non nominati: questo pare influenzare i verdetti emessi, che diventerebbero più severi per mostrare agli elettori un profilo di durezza e intransigenza nei confronti del crimine. Un altro aspetto preso in considerazione dalla ricerca, e su cui si sono già svolti molti studi negli scorsi anni, è la discriminazione su base razziale: secondo l’EJI il 75% delle condanne a morte in Alabama riguarda casi in cui la vittima del crimine è un bianco, anche se solo il 35% delle vittime di omicidio è bianco.

foto: AP Photo/Kiichiro Sato, File