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  • lunedì 20 Giugno 2011

Un voto separa New York dai matrimoni gay

Aggiornamento. La sessione legislativa è scaduta ma la partita sembra essere ancora aperta: il governatore Cuomo sta lavorando perché venga estesa e si possa calendarizzare un voto nel corso della settimana.

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Nel giro di poche ore lo Stato di New York potrebbe diventare il sesto e più popoloso degli Stati Uniti a legalizzare i matrimoni omosessuali. La legge sui matrimoni gay è stata approvata la settimana scorsa dalla Camera statale con 80 voti favorevoli e 62 contrari. La legge ora è nelle mani del Senato statale, dove la situazione è più equilibrata visto che i repubblicani hanno la maggioranza. Si tratta di una specie di corsa contro il tempo: alla mezzanotte di oggi finisce la sessione legislativa del Senato e quindi per essere definitivamente approvata la legge dovrà essere discussa e votata prima di quel termine.

Il voto non è ancora stato calendarizzato ma Andrew Cuomo, governatore dello Stato di New York e grande sostenitore della legge, ha detto che si aspetta che una decisione finale venga presa nel giro di poche ore e che se questo non dovesse accadere sarebbe pronto a firmare una proroga della sessione legislativa. Ieri centinaia di attivisti per i diritti degli omosessuali hanno manifestato a New York chiedendo un voto il prima possibile. Fino a questo momento 31 senatori, tutti i democratici e due repubblicani, hanno detto di essere favorevoli ai matrimoni omosessuali: perché la legge venga approvata serve che un altro repubblicano voti in dissenso dal suo partito. Questo potrebbe essere il senatore Andrew Lanza, eletto nella circoscrizione di Staten Island, il cui voto è ancora in bilico.

I dieci paesi in cui il matrimonio gay è legale

foto: STAN HONDA/AFP/Getty Images