Per l’FMI sono rimasti in due

Il Fondo Monetario Internazionale ha rifiutato la candidatura di Stanley Fischer: restano in corsa Christine Lagarde e Agustin Carstens

Il Consiglio del Fondo Monetario Internazionale ha bocciato la candidatura alla presidenza presentata dal governatore della Banca d’Israele Stanley Fischer. Uno dei requisiti considerati dal consiglio per candidarsi è di avere meno di 65 anni (la durata dell’incarico è di cinque anni), mentre Fischer ne ha 67. Inoltre Fischer, che è nato in Zambia, ha la doppia cittadinanza statunitense e israeliana: la prima va contro la tradizione che assegna agli Stati Uniti solo la presidenza della Banca Mondiale e a un europeo quella del FMI.

Adesso gli unici candidati sono il ministro dell’Economia francese Christine Lagarde e il direttore della banca Centrale del Messico Agustin Carstens. Lagarde, molto stimata e che ha passato più di vent’anni negli Stati Uniti, potrebbe mettere d’accordo i paesi europei e l’amministrazione americana: Germania, Francia e Regno Unito messi insieme hanno il 14,4 per cento dei voti all’interno dell’FMI, contro il 16,8 per cento degli Stati Uniti. Paesi emergenti come Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica hanno però chiesto più volte di abbandonare la tradizione di affidare la presidenza del FMI a un europeo. Carstens ha studiato all’Università di Chicago, è stato ministro delle Finanze nel governo di Felipe Calderon e ha ricoperto la carica di vicedirettore generale del FMI dal 2003 al 2006.

Al momento il Fondo Monetario Internazionale è guidato dal vicedirettore, lo statunitense John Lipsky, in seguito alle dimissioni presentate lo scorso 19 maggio da Dominique Strauss-Kahn, dopo le accuse di molestie sessuali. I 24 membri del consiglio del FMI sceglieranno il nuovo presidente entro la fine di questo mese.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.