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Il G8 di Internet

La Francia ha organizzato un summit internazionale sulla regolamentazione della Rete da proporre al G8

Da quando è presidente, Nicolas Sarkozy si è dato da fare per regolamentare l’utilizzo di Internet introducendo anche sistemi di controllo controversi come quelli previsti dalla legge Hadopi del 2009, che mira a ridurre il fenomeno della pirateria e dei download illegali dei contenuti protetti dal diritto d’autore. In occasione del G8 di Dauville, che inizia il prossimo 26 maggio, Sarkozy ha organizzato un summit internazionale su Internet e le telecomunicazioni che si terrà tra martedì e mercoledì a Parigi.

All’incontro parteciperanno le principali società attive online per discutere le opportunità economiche offerte dalla Rete e le strategie che i governi dovrebbero seguire per regolamentare Internet. All’eG8 Forum saranno presenti il fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, l’ex CEO di Google, Eric Schmidt, e Jeff Bezos, l’amministratore delegato di Amazon. Nei due giorni di lavori sarà prodotto un documento finale che sarà poi sottoposto all’attenzione degli otto paesi partecipanti al G8 negli ultimi giorni della settimana: Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Russia, Regno Unito, Stati Uniti più una rappresentanza dell’Unione Europa.

«Internet è diventata essenziale per le nostre vite, ma non c’è ancora una governance. C’è un’assoluta necessità di trovare una governance economica globale per Internet» spiega al Wall Street Journal Stephane Richard, amministratore delegato di France Telecom. Fino a ora, gli stati hanno adottato diverse politiche per affrontare la regolamentazione della Rete, mentre altri paesi non sono ancora intervenuti sulla materia.

In Europa, la Francia si è fatta particolarmente sentire nella difesa del proprio settore culturale. La scorsa settimana, ha approvato una legge che consente agli editori di imporre un prezzo prestabilito per gli ebook in Francia. Questa norma mira a proteggere i piccoli rivenditori dai grandi sconti offerti dai concorrenti come Amazon. Intanto, il senato francese ha proposto una tassa pari all’uno per cento per le società che acquistano spazi pubblicitari online, così da finanziare un progetto per incoraggiare i giovani a scaricare musica legalmente pagandola.

Le iniziative per Internet sostenute da Sarkozy hanno suscitato molte polemiche tra gli utenti francesi. Le associazioni che si battono per mantenere Internet libera hanno contestato le ultime leggi introdotte, specialmente sul controllo del download illegali, e secondo gli osservatori politici ora il presidente francese starebbe cercando di rimediare con comitati e iniziative internazionali sulla Rete per recuperare consensi in vista delle presidenziali del prossimo anno.

In un discorso tenuto ad aprile, Sarkozy ha ribadito l’importanza di Internet ricordando che in una quindicina di anni la Rete ha creato in Francia almeno 700mila posti di lavoro. Il presidente ha organizzato una commissione formata da esperti sulle nuove tecnologie per ottenere consulenze e suggerimenti per la regolamentazione di Internet.

Attraverso l’eG8, Sarkozy mira a ottenere un consenso internazionale alla sue politiche adottate in Francia per Internet, così da mettere in campo temi che per loro stessa natura possono essere affrontati e risolti solamente su una scala internazionale. Il presidente francese si è, per esempio, dato da fare sul fronte della tassazione delle imprese che sono attive in Francia, come Google e i suoi clienti, ma per opportunità fiscale pagano le imposte in paesi dove sono più convenienti come l’Irlanda.

Problemi simili possono essere risolti in sede europea, ma l’incontro dei prossimi due giorni potrebbe portare spunti utili per i paesi partecipanti al G8. Il problema è che la riunione degli otto stati più industrializzati non comprende molti altri paesi emergenti, come Cina, Brasile e India, che hanno ormai centinaia di milioni di persone che ogni giorno si collegano a Internet. Simili temi andranno estesi anche a questi paesi attraverso il G20, ma al momento non ci sono ancora piani chiari su come sarà fatto e in che tempi.

foto di LIONEL BONAVENTURE/AFP/Getty Images