Sono loro i veri estremisti

È davvero ora di definire diversamente il ruolo e le attitudini del PdL

Un’accusa già usata per la sua efficacia rivelatrice e comunicativa e che all’inizio poteva essere presa come parte di un continuo scambio di simmetriche e vuote contestazioni, ha avuto ieri una nuova sanzione quando è stata mossa persino da un campione dell’accorto moderatismo come Pierferdinando Casini: il vero “estremismo” oggi in Italia è rappresentato dal PdL e dalle sue quotidiane sparate verbali e iniziative politiche. E colpisce che poche ore prima che Casini lo spiegasse ad Annozero, a Milano le stesse parole – «Sono loro i veri estremisti» – fossero state usate da Giuliano Pisapia a commento finale delle polemiche sull’uscita di Letizia Moratti, durante un’affollata riunione della sua campagna elettorale.

Non sono altre cinque parole delle molte che in Italia ci si buttano addosso ogni giorno, in un’escalation che da due giorni riguarda persino l’eventualità che qualcuno si lavi, e che i media promuovono ed esaltano fregandosi le mani, facendo i titoli su ogni strillo e invitando ai talkshow le danielesantanché del caso. «Sono loro i veri estremisti» è una constatazione politica e culturale: Pisapia l’ha fatta mettendo in fila le parole di Berlusconi degli ultimi giorni (“tre telefonate, due interviste alla tv e cinque alla radio”, spiega il Corriere del suo iperpresenzialismo mediatico), il maldestro attacco del sindaco Moratti, i manifesti del candidato Lassini. Ma la serie è lunga e viene da lontano.

Quello che alcuni ingenui o miopi hanno voluto vedere dentro il berlusconismo – una “rivoluzione liberale”, uno spirito riformista e sovversivo delle mediocrità italiane che strappava l’iniziativa alla sinistra ritrovatasi conservatrice – si è andato rivelando ogni giorno di più non solo un bluff nei risultati inesistenti – come molti altri avevano invece capito – ma una ben altra inclinazione: estremismo politico e psicologico. La “casa dei moderati” è stata riempita di elmetti consegnati a personaggi pronti a indossarli, sia che avessero il fisico sia che non lo avessero: i risultati sono di conseguenza andati dal distruggere l’Italia e gli italiani al renderli ridicoli, a seconda dei casi. E a far esplodere il mercato degli elmetti, da ogni parte.

Ma abbiamo consegnato il paese – in molti, con diverse responsabilità – a un manipolo di facinorosi, che hanno tutt’altre intenzioni e caratteri che non la moderazione che dovrebbe essere dei moderati, che hanno agitato ed eccitato le divisioni, le aggressività, i rancori, che hanno insegnato violenze e sentimenti pessimi. Non fosse un’espressione stupidamente abusata e irrispettosa dei maestri, di loro si dovrebbe dire: cattivi maestri.

Non avranno la sincerità e la coerenza di rivendicarlo: continueranno, come Moratti di nuovo oggi, a sostenere che una persona mite e perbene come Giuliano Pisapia rappresenti dei rischi di derive estremistiche, parlando all’ignoranza diffusa che hanno costruito e coltivato. Ma gli altri – anche il PD – non lascino solo a Casini le sue rivendicazioni: oggi non è il Terzo Polo a essere la parte moderata, in Italia. Lo è tutto quello che sta tra i berlusconiani e alcuni esaltati dall’odore dell’antiberlusconismo la mattina, loro simmetrici: ovvero lo siamo tutti noi a cui mancano da un pezzo equilibrio, correttezza, rapporti sereni e civili, verità nelle cose che si dicono, e un paese normale. Siamo molto moderati. Sono loro, gli estremisti.