Le nomine-premio al Governo

Le anticipazioni di Repubblica sulle molte imminenti nomine di sottosegretari e viceministri

Dopo la nomina di Saverio Romano a ministro dell’Agricoltura e quella di Nello Musumeci, della Destra, a sottosegretario al Lavoro, questa settimana ci aspetta un’altra infornata di nomine di governo a personaggi che si sono distinti negli ultimi mesi per avere sostenuto in modo decisivo il governo, magari arrivando dall’opposizione. Secondo Alberto Custodero, che anticipa molti di questi nomi su Repubblica di oggi, le nomine saranno varate dal Consiglio dei ministri domani “o al più tardi venerdì”.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe nominare sei sottosegretari e due viceministri, per sostituire gli esponenti finiani che hanno lasciato il governo lo scorso anno. Non sarà nominato, invece, il ministero delle Politiche comunitarie, precedentemente occupato da Andrea Ronchi e vacante da cinque mesi (cinque mesi in cui, tra l’altro, il governo italiano ha avuto molto da criticare all’Unione Europea). Gli altri nomi sarebbero questi, scrive Custodero.

Tra i nomi dati per sicuri in questo toto-poltrone governativo, figura quello di Annamaria Bernini – l’unica finiana, così ama definirsi, che è rimasta fin dall’inizio fedele al progetto pdl – destinata al sottosegretariato della Comunicazione del ministero dello Sviluppo economico retto da Paolo Romani. Sottosegretariato sicuro anche per Catia Polidori, ex fedelissima del presidente della Camera poi passata al Gruppo Misto, in appoggio al Pdl. Aurelio Misiti, ex dipietrista, poi passato all’Mpa e ora confluito nella maggioranza dopo aver aderito al Gruppo Misto, è destinato allo scranno di viceministro delle Infrastrutture. Sottosegretariato dello Sviluppo economico o del Commercio estero per uno dei due del movimento di responsabilità nazionale, Massimo Calearo o Bruno Cesario, ex Api. Posto sicuro anche per Francesco Pionati, ex Udc, poi fondatore dell’Alleanza di Centro per la libertà, ora portavoce dei Responsabili. La Liberaldemocratica Daniela Melchiorre, fra i firmatari insieme a Fli della mozione di sfiducia a Berlusconi nel dicembre scorso, rientrata in maggioranza, sarà destinata al ministero della Giustizia dove già è stata (allora diniana), nel precedente governo Prodi. Papabile, ma non fra i certissimi, l’ex finiano Luca Bellotti, che ambirebbe al sottosegretario o dell’Agricoltura o dell’Ambiente. Niente da fare per Domenico Scilipoti, ex idv che appoggia il governo Berlusconi: per lui si parla solo di una promessa di una ricandidatura.

foto: Mauro Scrobogna/LaPresse