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  • domenica 24 Aprile 2011

Il presidente dello Yemen è pronto a dimettersi

Il presidente Saleh ha accettato di lasciare il potere in cambio della completa immunità

Saleh dovrebbe dimettersi entro un mese, per andare al voto poi entro sessanta giorni

Ali Abdullah Saleh, presidente dello Yemen da 32 anni, avrebbe accettato la proposta di mediazione del Consiglio per la cooperazione nel Golfo Persico, un organismo formato dai ministri degli Esteri dei governi della regione, e quindi un percorso che lo porterebbe che a lasciare a breve il potere. Da molte settimane in Yemen si susseguono manifestazioni e proteste antigovernative, e a nulla erano servite la repressione operata dalla polizia, lo scioglimento del governo, le defezioni nell’esercito e l’impegno di Saleh a non ricandidarsi alla scadenza del suo attuale mandato.

Tariq Shami, un assistente del presidente, ha detto ad Al Jazeera che il presidente Saleh ha accettato l’offerta ricevuta dal Consiglio. Secondo questo piano, Saleh presenterebbe le sue dimissioni al parlamento yemenita entro trenta giorni, per arrivare alle elezioni nel giro di due mesi. Al momento delle dimissioni di Saleh si insedierebbe un governo di unità nazionale guidato dall’attuale vicepresidente, che guiderebbe il paese al voto. In cambio delle dimissioni, a Saleh sarebbe garantita la completa immunità legale.

Non è ancora chiaro se i partiti di opposizione hanno accettato o no l’accordo, dato che nelle ultime settimane si erano detti indisponibili a garantire l’immunità a Saleh e alla sua famiglia. Mohammed Albasha, portavoce dell’ambasciata yemenita a Washington, ha detto che l’opposizione non ha ancora accettato. La dichiarazione della Casa Bianca, però, si congratula sia col governo che con l’opposizione per l’accettazione dell’accordo. E Mohammed Qahtan, un portavoce dell’opposizione, ha detto che i partiti antigovernativi si fidano poco dell’idea di un governo di unità nazionale ma hanno accolto positivamente la proposta di mediazione.

Ali Abdullah Saleh governa lo Yemen ininterrottamente dal 1978. Durante le rivolte di queste settimane, 130 persone sono rimaste uccise.

foto: STR/AFP/Getty Images