Un ribelle in un negozio crivellato di colpi e sfondato dai bombardamenti. Misurata, 16 aprile 2011. (PHIL MOORE/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 18 aprile 2011

La guerriglia a Misurata

Foto dalla città della Libia più colpita da Gheddafi: bombe a grappolo, cecchini e carri armati

Un ribelle in un negozio crivellato di colpi e sfondato dai bombardamenti. Misurata, 16 aprile 2011. (PHIL MOORE/AFP/Getty Images)

Dall’inizio del conflitto in Libia tra l’esercito di Gheddafi e le forze antigovernative, Misurata è stata la città che ha subìto le maggiori devastazioni. È in mano ai ribelli ma la situazione è in stallo da settimane e le battaglie con i soldati del regime hanno frequenza quotidiana. Pur di reprimere le rivolte, l’esercito libico non ha esitato a usare la mano pesante: i bombardamenti a tappeto sono la norma, da giorni si parla anche dell’utilizzo delle famigerate e devastanti bombe a grappolo. L’ospedale della città ha detto di aver registrato almeno 1000 morti e 3000 feriti dall’inizio del conflitto. «L’80 per cento dei morti sono civili», ha detto il direttore Khaled Abu Falgha, confermando la presenza di feriti da armi a frammentazione. La comunità internazionale non può fare molto: intervenire dall’alto in una città metterebbe a rischio altre vite di civili. Non sono arrivate molte foto, da Misurata, in queste settimane. Per i giornalisti e i reporter continua a essere un luogo molto pericoloso. Le foto che seguono mostrano sia i resti delle bombe a grappolo che i loro effetti e sono state scattate da Phil Moore per Getty Images. La notte scorsa una nave con medici e aiuti umanitari è arrivata al porto di Misurata.

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