La stangata sul poker online

I fondatori dei tre più grandi siti di poker online sono stati incriminati con l'accusa di frode

Poker Scout stima che il giro d'affari prodotto dai siti nel 2010 sia pari a circa 16 miliardi di dollari

I fondatori dei tre più grandi siti di poker online sono stati ufficialmente incriminati dalle autorità federali degli Stati Uniti per frode e riciclaggio di denaro. Le accuse sono state accompagnate dalla chiusura dei rispettivi domini: PokerStars, Full Tilt Poker e Absolute Poker. I giornali americani l’hanno descritta come la più grande stangata contro il gioco d’azzardo mai avvenuta negli Stati Uniti.

Le aziende, tutte con base al di fuori degli Stati Uniti, sono accusate di avere cercato di aggirare la legge americana che vieta di effettuare pagamenti con carta di credito per operazioni legate al gioco d’azzardo. I siti riuscivano ad aggirare questo divieto mascherando i pagamenti con operazioni destinate all’acquisto di palline da golf, gioielli e fiori.

Da quanto è emerso dalle indagini, le aziende incriminate avevano convinto alcune banche americane più piccole e in difficoltà economica ad accettare di processare i pagamenti che avvenivano attraverso il loro sito in cambio di investimenti multimilionari. I giudici federali hanno ordinato la chiusura di 76 conti correnti in 14 diversi stati. Le aziende sono anche accusate di riciclaggio di denaro per una cifra pari a circa tre miliardi di dollari.

Secondo il Wall Street Journal le accuse sono destinate a distruggere l’ecosistema del gioco d’azzardo online americano. Poker Scout, un sito che tiene traccia delle transazioni effettuate sui siti di poker negli Stati Uniti, stima che almeno 1,8 milioni di americani abbiano giocato su uno di quei siti nell’ultimo anno, per un giro d’affari di circa 16 miliardi di dollari. Il processo che ora si aprirà renderà sicuramente più difficile il tentativo in atto da alcuni anni negli Stati Uniti di rendere il poker legale.