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  • martedì 12 aprile 2011

A Fukushima il livello di allerta è massimo

Le autorità giapponesi portano l'incidente al livello 7, il più alto nella scala internazionale

La quantità di radiazioni diffuse è comunque il 10 per cento di quelle dell'incidente di Chernobyl

Le autorità giapponesi hanno innalzato il livello di allerta attorno alla centrale di Fukushima collocando “provvisoriamente” la gravità della crisi al livello 7, il più alto possibile, quello storicamente associato all’incidente nella centrale nucleare di Chernobyl nel 1986. La scala a cui si fa riferimento è quella internazionale degli eventi nucleari e radiologici (INES) creata dall’Agenzia internazionale per l’energia atomica AIEA. La scala va dal livello 0, non significativo per la sicurezza, al livello 7, incidente molto grave. (Lo schema qui sotto è tratto dalla voce di Wikipedia sulla scala INES.)

La decisione è stata presa alla luce della radioattività riscontrata nell’impianto ed è stata comunicata in televisione come “provvisoria”, in attesa di conferma da parte dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica. Il livello 7 – usato nella storia soltanto perl’incidente di Chernobyl – indica una diffusione di ingenti quantità di materiale radioattivo in un’area molto vasta, con conseguenti gravi effetti sulla salute della popolazione esposta e sull’ambiente.

Il materiale radioattivo diffuso a Fukushima avrebbe superato di quindici volte la soglia indicata come il livello massimo sulla scala internazionale, che opera però una sorta di appiattimento verso l’alto: le radiazioni diffuse a Fukushima rimangono comunque il dieci per cento di quelle diffuse dall’incidente di Chernobyl, dove si verificò l’esplosione del nucleo della centrale. Insomma, il livello 7 non è il livello massimo in assoluto: è un numero, un ammontare ben preciso di materiale radioattivo diffuso nell’area circostante (10 PBq equivalenti di iodio-131). A Fukushima è stato superato, a Chenobyl la diffusione fu dieci volte Fukushima.

L’innalzamento del livello di allerta si deve al fatto che un mese dopo il terremoto e lo tsunami, la situazione non è ancora stata stabilizzata e ci sono ancora perdite di materiale radioattivo. Fino a questo momento il livello di allerta era 5, quello solitamente associato all’incidente del 1979 a Three Mile Island, negli Stati Uniti. Ieri le autorità giapponesi avevano comunicato anche la decisione di estendere l’are di evacuazione attorno allo stabilimento di Fukushima.

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