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  • venerdì 8 Aprile 2011

La pace in Inguscezia

Una delle regioni russe più instabili ha trovato qualche tranquillità, e il merito è anche di Medvedev

Nella turbolenta galassia delle repubbliche ex sovietiche, l’Inguscezia è un buon esempio di paese in via di pacificazione dopo anni di guerra civile e violenti scontri in seguito all’implosione dell’Unione Sovietica negli anni Novanta. Appena due anni fa, spiegano sull’Economist, la repubblica autonoma della Federazione Russa era scossa dalle lotte dei ribelli armati, i poliziotti disertavano le strade di notte temendo per la loro vita e i servizi di sicurezza rapivano spesso i civili, talvolta dando vita a esecuzioni sommarie. Magomed Yevloyev, un blogger molto influente dei movimenti di opposizione, venne ucciso da una delle guardie del corpo del ministro degli interni. L’esecuzione avvenne in un’auto della polizia e rischiò di far esplodere nuovi forti conflitti.

Il 30 ottobre del 2008 Dimitri Medvedev ha preso una delle proprie migliori decisioni da presidente  rimuovendo Murat Zyazikov, l’inefficiente presidente dell’Inguscezia già ufficiale del KGB. La popolazione ha festeggiato per strada quando è stato rimosso. Il suo successore è un altro militare, poco noto, che si chiama Yunus-Nek Yevkurov, che ha combattuto in Cecenia e ha guidato le forze di pace russe in Kosovo nel 1999.

Una volta insediato, Yevkurov si è dato da subito da fare per avviare un processo di pacificazione nel paese. Come primo gesto simbolico ha voluto incontrare il padre di Yevloyev per dimostrare un’apertura verso i movimenti di opposizione, cui ha chiesto di collaborare per rendere stabile la repubblica ed evitare altri scontri. Ha anche deciso di non far prendere più in ostaggio i familiari dei ribelli, chiedendo però che collaborassero al loro ritrovamento e garantendo processi equi senza esecuzioni sommarie.

In due anni la situazione nel paese è sensibilmente migliorata, anche se si verificano ancora attentati e omicidi politici. Gli attacchi contro le forze dell’ordine sono diminuiti del 40% e i rapimenti dell’80%, stando alle stime dell’associazione umanitaria Memorial. Nei primi due mesi di quest’anno non ci sono stati attacchi contro la polizia e la presidenza di Yevkurov sembra avere il controllo della repubblica come non avveniva da tempo.

Secondo il presidente, la pacificazione sta avvenendo principalmente grazie alla collaborazione della popolazione. Il lavoro dell’intelligence rimane comunque importante e, insieme alle segnalazioni degli ingusci, ha di recente permesso di identificare e bombardare un campo di addestramento del gruppo terroristico che si pensa abbia organizzato l’attentato all’aeroporto Domodedovo dello scorso gennaio che ha causato la morte di 37 persone.

A pochi mesi dal proprio insediamento, Yevkurov è sopravvissuto a un attentato e nonostante abbia rischiato seriamente la propria vita non ha cambiato minimamente le proprie politiche per pacificare il paese: «La prima lezione che può essere tratta dalla nostra esperienza è che l’uso della forza da solo non porta a nessun risultato positivo. Difatti, causa l’effetto opposto. La prevenzione e la persuasione sono più efficaci rispetto alla coercizione».

Il presidente Medvedev incontra Yevkurov, ricoverato in seguito all’attentato subito nel 2009 (AP Photo/RIA-Novosti, Mikhail Klimentyev, Presidential Press Service)

Il presidente dell’Inguscezia non ha però il potere di controllare le forze di polizia locale e non ha alcun controllo sulle autorità federali, che continuano a eseguire indagini e operazioni di polizia con metodi spicci e violenti. Yevkurov al momento non sembra essere particolarmente interessato a quanto accade tra le mura del Cremlino e tra il presidente Medvedev e il primo ministro Vladimir Putin. Il suo obiettivo principale rimane la pace nel paese.