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  • giovedì 7 aprile 2011

Quattro kenioti contro il governo britannico

Vogliono essere risarciti per le torture subite quando il Kenya era ancora una colonia britannica

Circa 150mila kenioti furono incarcerati negli anni della lotta contro il colonialismo britannico

Quattro cittadini kenioti hanno deciso di ricorrere all’Alta Corte di Londra per essere risarciti delle violenze che sostengono di avere subito negli anni Cinquanta, quando il Kenya era ancora una colonia britannica. Hanno tutti tra i settanta e gli ottanta anni e hanno affrontato il viaggio dai loro villaggi in Africa fino a Londra per sostenere la loro causa in tribunale. Chiedono di essere risarciti per le torture che avrebbero subito negli anni della rivoluzione guidata dal movimento anti-colonialista Mau Mau.

I loro avvocati sostengono che tutti e quattro hanno subito feroci atti di violenza – tra cui castrazione e abusi sessuali – da parte degli ufficiali britannici che li avevano arrestati. Il caso potrebbe costituire un precedente estremamente importante: se gli abusi dovessero essere riconosciuti, molti altri cittadini che un tempo furono soggetti al dominio britannico potrebbero decidere di chiedere a loro volta un risarcimento.

Tra il 1952 e il 1961, circa 150mila kenioti furono arrestati e incarcerati per anni perché accusati o anche solo sospettati di essere membri del movimento di resistenza che lottava contro il dominio britannico. Tra questi anche il nonno del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. «Siamo qui per ottenere giustizia per tutti i nostri colleghi», ha detto uno dei quattro sopravvissuti arrivati a londra «molti sono morti ma molti altri sono ancora vivi e costretti in condizioni di assoluta povertà a causa delle ingiustizie commesse dal colonialismo britannico. È loro responsabilità risarcirci». Il Kenya ottenne l’indipendenza dal Regno Unito nel 1963 e l’anno seguente fu proclamata la Repubblica del Kenya.