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  • mercoledì 16 Marzo 2011

Riprendono gli scontri in piazza della Perla

Il governo del Bahrein ha ordinato alle forze dell'ordine di reprimere la rivolta

Ieri l'Arabia Saudita aveva inviato parte delle sue truppe per aiutare la monarchia a placare le proteste

La polizia del Bahrein ha attaccato i manifestanti che stanno protestando nella capitale, Manama. Dopo la dichiarazione dello stato di emergenza di ieri e l’arrivo di truppe di Arabia Saudita e Emirati Arabi, oggi il governo ha ordinato alla polizia di intervenire con la forza per reprimere la rivolta. I carri armati sono tornati a circondare piazza della Perla e alcuni elicotteri stanno sorvolando la zona. Due persone sono già morte nei primi scontri di ieri.

Le proteste in Bahrein vanno avanti da più di un mese. Dopo i violenti scontri iniziali, il governo aveva annunciato l’apertura di un dialogo con le forze di opposizione e promesso alcune riforme. Il primo ministro e principe ereditario del Bahrein, Salman bin Hamad Al Khalifa, aveva anche ordinato il ritiro dei carri armati e dei soldati da piazza della Perla, la principale roccaforte della rivolta contro il governo, e le proteste erano riprese indisturbate per alcuni giorni.

Nell’ultima settimana le proteste sono diventate più forti e hanno spinto i manifestanti a circondare più volte alcuni palazzi del governo, chiedendo la fine della monarchia e un nuovo esecutivo. Il Bahrein è governato da una monarchia di religione sunnita da oltre due secoli, ma il 70 per cento della popolazione è sciita e denuncia da tempo continue discriminazioni e ingiustizie. Nonostante abbia soltanto un milione di abitanti, l’arcipelago riveste una notevole importanza strategica negli equilibri geo-politici mediorientali: poco distante dalle coste di Arabia Saudita e Qatar, è uno dei più ricchi produttori di petrolio e alleato degli Stati Uniti. Ospita anche una base militare americana.

L’Arabia Saudita ha seguito molto da vicino le proteste dell’ultimo mese in Bahrein, temendo che la maggioranza sciita potesse mettere in crisi la minoranza sunnita al potere e aprire la strada a un’influenza dell’Iran sull’arcipelago.La decisione del regno saudita di inviare le proprie truppe potrebbe infiammare ulteriormente le rivolte in Bahrein e trasformare il piccolo arcipelago in un pericoloso terreno di scontro tra le maggiori potenze della regione. La televisione di stato iraniana ha definito l’intervento dell’Arabia Saudita un’invasione militare. L’Iran rivendica da tempo il Bahrein come parte legittima del proprio territorio.