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  • martedì 15 Marzo 2011

Aumentano gli scontri in Costa d’Avorio

Ieri le forze fedeli a Outtara hanno attaccato per la prima volta il distretto di Yopoungon

Più di quattrocento persone sono già state uccise dalle elezioni dello scorso ottobre

In Costa d’Avorio gli scontri tra i sostenitori del presidente autoproclamato, Laurent Gbagbo, e quelli del presidente regolarmente eletto, Alessane Outtara, si stanno intensificando di ora in ora. Ieri per la prima volta le forze fedeli a Outtara hanno attaccato con colpi di arma da fuoco il distretto di Yopoungon, controllato dai militari di Gbagbo. L’intervento è stato deciso dopo che sabato le forze fedeli a Gbagbo avevano a loro volta sferrato un attacco contro il distretto di Abobo, controllato da Outtara. La settimana scorsa era fallita la mediazione dell’Unione Africana e l’instabilità del Paese – fino a pochi mesi fa uno dei più solidi dell’area – aumenta ogni giorno che passa.

La crisi della Costa d’Avorio è cominciata dopo le elezioni di ottobre 2010, quando la Commissione elettorale indipendente del paese ha nominato vincitore Ouattara ma Gbagbo si è rifiutato di lasciare il potere. La Corte Costituzionale, nominata interamente da Gbagbo, ha annullato allora un numero di schede sufficienti a far vincere Gbagbo. Qualche settimana dopo sia Ouattara che Gbagbo hanno prestato giuramento e formato due governi diversi. Le Nazioni Unite, gli osservatori elettorali e la comunità internazionale sono concordi nel ritenere Ouattara il legittimo vincitore delle elezioni.

Più di quattrocento persone sono state uccise dalle elezioni dello scorso ottobre. Le terribili violenze delle ultime settimane, tra cui l’impressionante massacro di decine di donne durante una manifestazione pacifica in favore di Outtara, hanno fatto riaffiorare lo spettro della guerra civile del 2002-2003. L’ambasciatore della Costa d’Avorio alle Nazioni Unite ha accusato Gbagbo di stare deliberatamente cercando la guerra civile, visto che può individuare su basi etniche chi lo sostiene e chi no: la popolazione cristiana del sud è dalla sua parte, i musulmani del centro e del nord del paese hanno votato in maggioranza Ouattara. Circa mezzo milione di persone avrebbe già lasciato la Costa d’Avorio per fuggire alle violenze.