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  • giovedì 24 Febbraio 2011

La via per il Taj Mahal

Il governo dell'Uttar Pradesh ha iniziato i lavori per costruire una nuova autostrada tra Delhi e Agra

Gli abitanti che dovranno cedere le proprie terre riceveranno una rendita annua per trent'anni

di Elena Favilli

Agra è la città dell’Uttar Pradesh in cui si trova il monumento più noto e visitato dell’India: il Taj Mahal, il mausoleo di marmo bianchissimo che l’imperatore moghul Shah Jahan fece costruire nel1632 in memoria della sua adorata moglie. Di solito i turisti ci arrivano da Delhi, e di solito lo fanno in treno perché l’alternativa auto è praticamente impossibile: dalle quattro alle nove ore a seconda del traffico per percorrere soltanto duecento chilometri. L’anno scorso il governo dell’Uttar Pradesh aveva annunciato la costruzione di una nuova autostrada per collegare Agra alla capitale in sole due ore, la Yamuna Expressway, e la notizia era stata subito seguita dalle proteste di migliaia di persone che abitano lungo il percorso e che rischiano di perdere le proprie terre.

Gli abitanti di Jikarpur in particolare si erano attivati con una protesta particolarmente efficace lo scorso agosto, sostenendo che le loro terre erano state comprate per molti meno soldi rispetto a quelle vendute alla periferia di Delhi. Gli scontri con la polizia durarono per alcuni giorni e portarono alla sospensione dei lavori, costringendo il governo dell’Uttar Pradesh a studiare una soluzione alternativa, che ora è stata annunciata come la «politica più liberale di tutta l’India». L’offerta del governo prevede che gli abitanti che dovranno cedere le proprie terre non ricevano semplicemente un’indennità una tantum, ma una rendita annua per trent’anni. «Non si tratta soltanto di dare una ricompensa», ha detto il portavoce del governo dell’Uttar Pradesh, Vijay Shankar Pandey «ma di risarcire queste persone che in alcuni casi perdono tutte le loro terre e che quindi devono avere garantita una soluzione alternativa».

Quello degli espropri è uno dei problemi che il governo indiano si è trovato a dover gestire con maggiore frequenza negli ultimi anni. La necessità di modernizzare le infrastrutture del paese per renderlo davvero al passo con la sua crescita economica si è spesso scontrata con le difficoltà di gestire il futuro delle migliaia di persone che su quelle terre vivono e lavorano ogni giorno. L’Uttar Pradesh in particolare è uno degli stati più poveri al mondo e i suoi quasi duecento milioni di abitanti vivono prevalentemente di agricoltura e allevamento. La loro rabbia in vista dell’esproprio era aumentata ulteriormente quando avevano saputo che i prezzi dei nuovi appartamenti che sarebbero stati costruiti lungo l’autostrada sarebbero stati venduti a un prezzo molto più alto di quello che avevano ricevuto per le loro terre. Negli scontri con la polizia erano morte tre persone, tra cui un agente.

Jaypee Infratech è l’azienda che ha vinto l’appalto per la costruzione dell’autostrada in cambio di seimila acri di terra, vantaggi fiscali e altri benefit. La proposta iniziale del governo prevedeva che gli abitanti dell’Uttar Pradesh non potessero vendere la loro terra direttamente alla Jaypee Infratech secondo gli attuali prezzi di mercato, ma dovessero accettare il prezzo fissato dallo stato. Un prezzo che però era stato stabilito prima che le terre diventassero edificabili. Ma per il primo ministro dell’Uttar Pradesh, Mayawati, la Yamuna Expressway era diventata troppo importante perché potesse essere fermata da una rivolta popolare. Travolta da recenti sospetti di corruzione e accusata di avere usato fondi pubblici per farsi costruire una statua da alcuni milioni di dollari, ha annunciato la nuova politica sugli espropri per dimostrare la sua volontà di puntare allo sviluppo della regione nel rispetto dei diritti dei suoi cittadini. E sperare di essere rieletta il prossimo anno.