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  • venerdì 18 Febbraio 2011

Le proteste in Bahrein e Libia

Continua la dura repressione delle manifestazioni nei due paesi con le forze dell'ordine che sparano contro i manifestanti

Bahrein
Anche oggi le forze della polizia e dell’esercito del Bahrein hanno attaccato i manifestanti che si erano riuniti a protestare contro il governo in Piazza della Perla. Secondo gli ultimi aggiornamenti, i morti accertati fino a questo momento sarebbero sette. Ma oltre duecento persone sarebbero state gravemente ferite. Il giornalista del New York Times, Nick Kristof, ha raccontato su Twitter il rapido susseguirsi degli eventi a partire dai primi scontri di questa mattina durante il funerale di tre dei manifestanti uccisi nei giorni scorsi. La polizia avrebbe attaccato la folla disarmata sparando anche colpi di arma da fuoco e non solo lacrimogeni e pallottole di gomma. Molte persone sono arrivate all’ospedale di Manama riportando gravi ferite alla testa, ma le ambulanze non sono riuscite a soccorrere tutti i feriti perché le forze di sicurezza impedivano l’accesso alla piazza.

Libia
Decine di migliaia di manifestanti sono scese in piazza a Bengasi per protestare anche oggi contro il governo e il leader libico Muammar Gheddafi. Secondo l’associazione umanitaria Human Rights Watch, negli ultimi due giorni di proteste sarebbero morte almeno 24 persone, ma secondo altre organizzazioni non governative il bilancio sarebbe ancora più alto. Le notizie che arrivano dalle aree delle manifestazioni sono ancora poche e frammentarie, l’area è sostanzialmente isolata e resa inaccessibile ai giornalisti. Bengasi è una delle zone in cui tradizionalmente si concentra la maggior parte dell’opposizione alla dittatura di Gheddafi. A Tripoli la situazione è invece più calma, anche perché in città i controlli da parte delle autorità libiche sono molto più intensi. I sostenitori di Gheddafi hanno organizzato alcuni cortei a favore del loro leader, che si è presentato in piazza scortato dalle forze di sicurezza per salutare la folla.