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  • martedì 15 Febbraio 2011

Cosa sta succedendo in Iran

Il governo conferma la morte di una persona negli scontri di ieri ma dà la colpa ai manifestanti

Il Parlamento chiede la condanna a morte dei leader dell'opposizione Karroubi e Mousavi

Il governo iraniano conferma la morte di una persona negli scontri di ieri a Teheran ma dà la colpa ai manifestanti: «I gruppi antigovernativi sono i responsabili degli scontri di lunedì» ha detto in un messaggio trasmesso dalla televisione di stato iraniana «i manifestanti hanno aperto il fuoco sui passanti, uccidendone uno e lasciando molte altre persone ferite».

Questa mattina alcuni membri del Parlamento iraniano hanno chiesto la pena di morte per i leader dell’opposizione Mehdi Karroubi e Mir Hossein Mousavi per avere innescato le proteste. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stato IRNA, i deputati hanno definito i due leader dell’opposizione “Corrotti sulla Terra”: un’accusa che nella Repubblica Islamica comporta la pena di morte e che è già stata rivolta ad altri dissidenti politici in passato. Il portavoce dell’ordine giudiziario Gholamhossein Mohseni-Ejei ha detto: «Quelli che hanno alimentato il disordine pubblico ieri saranno affrontati fermamente e immediatamente». Nel frattempo il sito di Mousavi ha reso noto il nome del manifestante ucciso ieri: si chiama Sane Jaleh, aveva 26 anni e frequentava l’Università delle Arti di Teheran. Il suo funerale si terrà domani.

Gli scontri tra alcuni gruppi di manifestanti e la polizia sono continuati anche durante la notte e questa mattina ci sono stati alcuni episodi minori in varie parti della capitale. La polizia è di nuovo intervenuta sparando lacrimogeni e colpendo le persone con i manganelli. Le forze di sicurezza stanno pattugliando tutte le strade del centro della capitale, più di duecentocinquanta persone sarebbero state arrestate finora. Alcune proteste su scala minore si sono svolte questa mattina anche a Isfahan e Shiraz, ma i manifestanti sono stati subito dispersi dall’intervento della polizia. Molti attivisti stanno denunciando da ieri malfunzionamenti delle linee telefoniche e dei servizi internet.

Le proteste erano iniziate ieri quando migliaia di persone sono scese per le strade di Teheran e di altre città del paese per chiedere la fine del regime. La manifestazione era stata annunciata una settimana fa da Mousavi e Karroubi, entrambi candidati alle elezioni presidenziali del 2009 e guida del movimento di protesta – la cosiddetta “onda verde” – che seguì a quel voto. Su Youtube sono stati pubblicati molti video che danno un’idea delle dimensioni delle proteste di ieri nella capitale iraniana. I manifestanti chiedevano la fine del regime invocando quanto è successo nelle ultime settimane in Tunisia ed Egitto. «Mubarak, Ben Ali, ora è il turno di Sayyid Ali! (l’Ayatollah Ali Khamenei, ndr)».

Il segretario di stato americano Hillary Clinton è intervenuto in sostegno delle proteste: «Siamo contro la violenza e ci appelliamo al governo iraniano che ancora una volta sta usando la forza per prevenire la libertà di espressione dei suoi cittadini. Ci auguriamo che l’opposizione e le persone coraggiose delle strade dell’Iran abbiano la stessa opportunità che hanno avuto le persone in Egitto».