Come le società energetiche controllano gli ambientalisti

Il Guardian ha ottenuto alcuni documenti che rivelano le tecniche di spionaggio contro gli attivisti in Gran Bretagna

La società energetica E.ON, Scottish Resources Group, il secondo più grande produttore di carbone in Gran Bretagna, e Scottish Power, uno dei più grandi produttori di energia del Regno Unito, hanno assoldato una società di investigazioni per controllare gli ambientalisti e le loro campagne per la preservazione dell’ambiente. Il Guardian è entrato in possesso di alcuni documenti che dimostrano come la società di indagini abbia controllato le email degli attivisti per lungo tempo, passando poi le informazioni ottenute ai responsabili delle tre aziende attive nel campo energetico. Nella documentazione si parla anche di un addetto che sarebbe stato formato per infiltrarsi nei gruppi degli attivisti per ottenere la loro fiducia e informazioni aggiuntive sulle loro attività.

Stando alle informazioni raccolte dal giornale britannico, la pratica di assoldare investigatori privati da infiltrare tra gli attivisti sarebbe adottata da numerose società, attive per esempio nel mercato della produzione delle armi, e non solamente da quelle del settore energetico. I documenti rivelano le tecniche adottate dalla Vericola di Canterbury, una società che ufficialmente si occupa della «gestione dei rischi connessi alla amministrazione delle imprese» offrendo ai propri clienti informazioni «sui possibili rischi» per i loro affari.

Negli ultimi tre anni, gli addetti della società si sono iscritti alle mailing list degli ambientalisti utilizzando diversi indirizzi di posta elettronica. I loro obiettivi sono stati principalmente i gruppi che hanno organizzato le proteste in occasione dello scorso G20 di Londra, le manifestazioni contro una centrale energetica della E.ON e le proteste per il piano di allargamento dell’enorme aeroporto di Heathrow. Attraverso lo scambio di email, la società di investigazioni ha ottenuto informazioni importanti sulle strategie adottate dagli ambientalisti e sui loro piani per organizzare e gestire le proteste.

Tra i destinatari delle informazione raccolte da Vericola ci sono Gordon Irving, il direttore della sicurezza di Scottish Power e Alan Somerville, uno dei principali manager del produttore di carbone Scottish Resources Group. Le informazioni inviate consentirono alle due società di prevenire alcune proteste sui propri progetti per l’espansione dell’utilizzo del carbone come fonte energetica nel Regno Unito.

Contattata dal Guardian, la responsabile di Vericola, Rebecca Todd, assicura di non lavorare nel campo dello spionaggio industriale e di aver ottenuto le informazioni sulle mosse degli attivisti attraverso metodi leciti, utilizzando fonti raggiungibili pubblicamente e aperte a tutti come le mailing list e i siti web degli attivisti. Eppure, alcuni messaggi email dimostrano come Todd si sia data da fare per infiltrare alcuni investigatori di Vericola nei gruppi degli attivisti.

E.ON difende la scelta di aver fatto ricorso a società come Vericola per spiare le azioni degli ambientalisti e tutelare i propri impianti. Le azioni dimostrative degli attivisti prevedono spesso il blocco delle strade di accesso alle centrali elettriche di E.ON o l’occupazione degli uffici della società. Le informazioni raccolte dalle società come Vericola avrebbero consentito all’azienda di prevenire questi atti dimostrativi e di non interrompere le produzioni di energia. La società ha comunque dato la propria disponibilità per verificare se i responsabili di Vericola abbiano o meno violato la legge nel corso delle loro indagini.