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  • lunedì 14 Febbraio 2011

La nave da crociera più grande del mondo

Il racconto di una vacanza sulla Allure of the Seas, una nave così grande che sembra non si muova

Ventidue ristoranti tra cui scegliere, decine di spettacoli e intrattenimenti, il Central Park. E non si sente il rollio delle onde

La Allure of the Seas è una nave da crociera della compagnia crocieristica norvegese-statunitense Royal Caribbean International. Anzi, di più: è la nave passeggeri più grande del mondo. Per chi non ha grande esperienza di vacanze in crociera non dev’essere semplice digerire certe cifre: 362 metri di lunghezza, oltre 60 di larghezza e alta 70 metri; può contenere circa 6400 passeggeri distribuiti in oltre 2700 cabine, con una scelta tra 22 ristoranti e assistiti da un equipaggio che consta di quasi 2400 persone.

Toni Schlesinger è una giornalista e scrittrice statunitense che sta scrivendo un libro sulle avventure in crociera. Ha descritto per il New York Times il suo viaggio sulla Allure. La crociera non è certamente il tipo di vacanza adatto a chi ama il contatto diretto con la terra e con la natura, ma pare che salire a bordo della Allure of the Sea costituisca un’esperienza ai limiti del virtuale. Tutto è costruito per farti sentire come se ti trovassi sulla terra ferma:

L’esperienza più emblematica del viaggio sulla Allure l’abbiamo vissuta andando a dormire. Nessuna sensazione di movimento, nessun lieve rollio delle onde a cullarci verso il sonno memori di trascorsi di viaggio tra verdeggianti isole misteriose. Al risveglio ci è venuto il dubbio di non essere mai usciti dal porto.

Il terzo giorno di viaggio la Allure ha fatto una sosta a Labadee, Haiti, sollevando non poche perplessità tra i passeggeri. Con che coraggio un simile sfoggio di ricchezza poteva fermarsi in una terra così afflitta? La Royal Carribean ha affittato un’area paradisiaca nel nord dell’isola per le sue crociere fin dal 1986, e Mr. Goldstein (presidente della compagnia) ha un blog dedicato in parte a quanto la Royal Carribean contribuisce ad aiutare Haiti con medicine, cibo, educazione. […] Quando ho chiesto ad un membro dello staff se i passeggeri non avevano il timore di contrarre il colera durante l’escursione, mi è stato sussurrato in risposta che tutto quanto presente nell’area che avremmo visitato (incluse le aragoste e le costine per il barbecue) veniva direttamente dalla nave. […] La recinzione e le guardie che separavano l’area dell’escursione dal resto dell’isola non erano visibili.

Tornando a bordo, è possibile assistere a decine di spettacoli (tra cui un circo acrobatico e svariate esibizioni di pattinaggio sul ghiaccio) e farsi coinvolgere da numerosissimi intrattenimenti, piscine, palestre, addirittura il Central Park:

«L’idea iniziale era di avere dolci colline coperte d’erba, ma la pioggia sarebbe stata un problema, quindi abbiamo ripiegato sulle piante. – ha raccontato ad un gruppetto di passeggeri Mr. Habi, il giardiniere, con un sospiro. […] Ha proseguito poi raccontandoci che avevano dovuto diminuire gli alberi e che i fiori non riescono a crescere, cosa che lo deprime molto.

Il momento di maggiore contatto con la realtà Toni l’ha vissuto quando si è dovuta rivolgere al servizio clienti perché aveva smarrito il suo iPhone:

La crisi mi ha permesso di scoprire le meraviglie dell’help desk della Allure, dotato di un piccolo esercito di dieci o più soldatini sempre all’erta, vigili, pronti a tutto per ritrovare il mio cellulare. Il servizio clienti si è rivelato uno dei luoghi più interessanti della nave, l’unico su tutta la Allure dove ci si scontra con la dura realtà: veri drammi, come litigi sui disagi derivati dal non riuscire a collegarsi a internet, perdendo minuti e soldi nel processo.

Anche se il parco assomiglia più a un nostalgico centro commerciale con un’area verde molto curata, piuttosto che allo Sheep Meadow, mi sono sorpresa a tornarvi a respirare l’aria fresca e pulita sempre più spesso, nonostante il punto di essere in crociera dovrebbe essere diventare un tutt’uno con l’aria di mare lasciandosi alle spalle il senso di prigionia della terra ferma.

Ma la differenza più significativa dalle solite crociere è l’assenza di contatto con gli altri passeggeri, quel formarsi di una piccola comunità che viene a mancare una volta sbarcati: sulla Allure è facile restare perfetti sconosciuti e ricreare quel senso di anonimato tipico delle grandi città.