• Mondo
  • giovedì 20 Gennaio 2011

Dieci cene di stato memorabili

La volta che Bush vomitò e svenne, la volta che la principessa Diana ballò con John Travolta...

Nel ricco campionario di riti e protocolli di cui è fatta la politica estera, meritano un capitolo a sé le formalità a cui sono vincolate le occasioni di incontro tra capi di stato o di governo di paesi diversi. L’organizzazione di una visita di stato, infatti, è un labirinto di protocolli e cerimoniali in cui niente succede per caso: chi saluta prima chi, chi cammina un passo avanti a chi, chi saluta i militari, chi si siede dove, chi sta a destra e chi sta a sinistra, eccetera. Di questo risentono non solo i vertici e gli incontri a tema politico, ma anche le occasioni più conviviali: le cene di stato, per dire, si svolgono secondo cerimoniali rigidi e affascinanti, ed esiste quindi tutto un repertorio storico di protocolli non rispettati e circostanze impreviste.

«Questo è ciò che può fare il troppo amore»

Iniziamo da una storia che ci è vicina e familiare. Nel 2008 la Casa Bianca ospita una cena di stato in onore di Silvio Berlusconi, che è anche l’occasione per il presidente del Consiglio di salutare il presidente Bush, ormai alla fine del suo secondo mandato presidenziale. Berlusconi si avvicina al leggìo per un discorso, poi decide di andare a salutare il presidente Bush tira via con sé il filo del microfono e con quello un pezzo del leggìo, che cade e si rompe. Bush, che è un altro professionista della goffaggine, si alza, lo aiuta e poi lo abbraccia, solidale. «Questo è ciò che può fare il troppo amore», si giustificherà il PresDelCons. C’è il video.

foto: NICHOLAS KAMM/AFP/Getty Images

«Il presidente è un essere umano: si ammala»

Poi succede che accada la cosa peggiore che possa accadere durante una cena di stato, peggio di qualsiasi posata utilizzata male o baciamano fatto alla donna sbagliata: vomitare e poi collassare sul pavimento. È quello che successe al presidente George H.W. Bush nel 1992, durante una cena di stato in Giappone. Bush aveva l’influenza e le molte ore di volo non lo avevano aiutato a smaltire la nausea e il mal di stomaco. Quindi a un certo punto, durante la cena, successe quello che non dovrebbe mai succedere. L’allora portavoce della Casa Bianca, Marlin Fitzwater, commentò in modo piuttosto laconico. «Il presidente è un essere umano: si ammala».

foto: AP

La prima e l’ultima visita delle Hawaii

Siamo nel 1874 e le Hawaii non sono ancora le Hawaii: si chiamano Isole Sandwich e sono uno stato indipendente, che comincia a tessere le sue relazioni internazionali con un paese che si sta pian piano imponendo come punto di riferimento dell’area, gli Stati Uniti. Il re David Kalakaua si imbarcò in una missione diplomatica che gli fece toccare diverse nazioni e che, nei suoi progetti, doveva affermare il prestigio suo e della sua nazione. Passò anche dagli Stati Uniti, il cui presidente era Ulysses S. Grant. Le cose non andarono come desiderava. Il viaggio non aiutò granché i suoi progetti: nel 1887 i suoi poteri furono molto ridimensionati, nel 1898 le isole furono annesse dagli Stati Uniti. Quella visita fu la prima e l’ultima.

foto: Frank Leslie’s Weekly Newspaper of 1874

Jackrabbit Slim’s twist contest

Siamo nel 1985, alla Casa Bianca c’è Reagan, il principe Carlo e la principessa Diana Spencer si sono sposati da qualche anno. Vanno per la prima volta insieme negli Stati Uniti e ricevono un’accoglienza di tutto rispetto, nonostante la loro non fosse una visita di stato. Fotografi ovunque, cena di gala, abiti molto eleganti e poi, tra una portata e l’altra, qualcuno chiede a lady Diana di concederle un ballo. È John Travolta, che qui racconta come andò. Era stata proprio Diana Spencer a chiedere a Nancy Reagan di poter ballare con Travolta.

foto: AP Photo

Il concerto improvvisato della Soggy Orchestra

Il presidente dell’India ha un incarico quasi esclusivamente simbolico, visto che il potere esecutivo è nelle mani del primo ministro. Ciononostante quando il presidente indiano Sarvepalli Radhakrishnan arrivò a Washington, il 3 giugno 1963, il presidente Kennedy lo accolse con tutti gli onori. La Casa Bianca decise di mettere in scena il Flauto Magico di Mozart alla Soggy Orchestra in un luogo all’aperto ma la pioggia costrinse a un repentino cambio di programma: l’orchestra suonò nella sala est dell’edificio, tutti gli ospiti dovettero assistere in piedi all’esecuzione. Qui il video ufficiale dell’incontro, nel quale l’imprevisto è accuratamente omesso.

foto: John Fitzgerald Kennedy Archive

Gli imbucati

Questa è la più recente e c’entra sempre un politico indiano, stavolta il primo ministro Manmohan Singh. Cena di stato, illustrissimi invitati e due imbucati, Tareq e Michaele Salahi: sono andati lì elegantissimi, hanno stretto la mano di Barack Obama e sua moglie Michelle nonché del primo ministro indiano, hanno mangiato, se la sono spassata e il giorno dopo hanno messo su Facebook le loro foto col vice presidente Joe Biden e con Rahm Emanuel. La loro storia è arrivata sui giornali e li hanno beccati. La responsabile dell’organizzazione delle feste della Casa Bianca poche settimane dopo ha lasciato volontariamente l’incarico.

foto: Samantha Appleton/White House via Getty Images

Moscow Nights

La prima visita di stato negli Stati Uniti di Mikhail Gorbachev è del 1987: Gorbaciov e Reagan firmarono un importante trattato nucleare tre mesi dopo il famoso discorso del presidente statunitense alla Porta di Brandeburgo, quello di “Tear down this wall!”. Durante la cena Gorbaciov e sua moglie si divertirono molto a cantare la storica canzone russa “Moscow Nights”: forse non sapete che si chiama così ma l’avete sentita di sicuro. Suonava Harvey Lavan Cliburn, non un pianista qualsiasi.

foto: AP Photo

The special relationship

Tra la Gran Bretagna e gli Stati Uniti c’è una “special relationship”: un rapporto di alleanza, unico e speciale. Ovviamente non è stato sempre così, anzi. Se è possibile individuare l’inizio di questa alleanza, scrive Time, quella è la visita ufficiale di re Giorgio VI a Washington, la prima visita di un monarca britannico su territorio americano. Era il 1939 e sia gli Stati Uniti che la Gran Bretagna erano molto preoccupati per l’ascesa del nazismo in Germania. Il presidente Roosevelt voleva che tutto si svolgesse alla perfezione e per questo assunse il controllo di ogni minuscolo dettaglio, cena compresa.

foto: AP Photo

The lady is a tramp

Parliamo sempre di rapporti tra Gran Bretagna e Stati Uniti. La visita di stato della regina Elisabetta II del 1976 ci ha dato probabilmente l’immagine che rimane tutt’ora la raffigurazione simbolica più efficace della special relationship di cui sopra: un ballo tra la monarca britannica e l’allora presidente americano Gerald Ford. Lo stesso Ford scrisse poi di essersela cavata bene, “mi sarei promosso a pieni voti se non avessi fatto continuamente confusione tra ‘sua altezza’ e ‘sua maestà’ (lui è ‘sua altezza’, lei è ‘sua maestà’)”. Ha omesso che mentre la regina era ancora in pista l’orchestra partì con “The lady is a tramp”.

foto: AP Photo

La diplomazia del barbecue

Siamo a dicembre del 1963, è passato appena un mese dall’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. Il neopresidente Lyndon Johnson ospita il cancelliere della Germania Ovest, Ludwig Erhard, nel suo ranch in Texas. I due fanno un incontro parecchio distante dai classici cerimoniali: la cena di stato praticamente è un barbecue. Costolette di maiale e robe del genere. Si divertirono.

foto: AP Photo