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  • domenica 9 Gennaio 2011

Cosa sappiamo sulla strage di Tucson

Un punto della situazione, mettendo in ordine quanto è successo in Arizona

Diciotto feriti e sei morti, fino a questo momento: tra questi un giudice e una bambina

Ieri mattina a Tucson, in Arizona, un uomo ha sparato durante un’iniziativa politica, un incontro tra gli elettori e la deputata democratica Gabrielle Giffords. Diciotto persone sono state colpite. Sei di queste sono morte: tra loro una bambina di nove anni e un giudice federale, John M. Roll. La deputata Giffords è stata colpita alla testa: è stata operata d’urgenza e nel corso della serata i medici si sono detti “molto ottimisti” riguardo le sue possibilità di recupero. Altri quattro feriti sono in gravi condizioni. L’uomo che ha sparato si chiama Jared Loughner, ha 22 anni ed è bianco. È stato arrestato.

Le vittime
Le vittime fino a questo momento sono: John M. Roll, giudice federale, 63 anni; Gabriel Zimmerman, membro dello staff di Gabrielle Giffords, 30 anni; Dorwin Stoddard, pastore protestante, 76 anni; Christina-Taylor Green, una bambina di 9 anni; Dorthy Murray, 76 anni; Phyllis Schneck, 79 anni.

Gabrielle Giffords
La deputata è stata colpita alla testa da distanza ravvicinata: il proiettile le ha attraversato il cranio da parte a parte. Nel corso della nottata i medici si sono detti “molto ottimisti riguardo il suo recupero”. Aggiungendo: “Non sappiamo ancora dire di che tipo di recupero si tratterà, ma sono ottimista quanto più non potrei essere in una situazione del genere”. A un certo punto è giunta notizia che Giffords sarebbe sveglia e reattiva agli stimoli dei medici, addirittura riconoscendo suo marito, Mark Kelly, un astronauta arrivato immediatamente a Tucson su un aereo della NASA.

Gabrielle Giffords ha quarant’anni, è ebrea ed è una democratica (ex repubblicana) appartenente alla Blue Dog coalition, quindi di orientamento moderato, soprattutto in economia. Lo scorso novembre ha vinto la rielezione a un terzo mandato alla Camera,al termine di un serrato duello con un candidato dei tea party. È favorevole alla ricerca sulle staminali, favorevole alla libertà di scelta sull’aborto. Ha posizioni forti contro l’immigrazione clandestina, è a favore del rafforzamento della sicurezza sul confine ed è a favore della libertà di portare con sé delle armi: lei stessa ne possiede una.

L’uomo che ha sparato
Quello che si sa su Jared Loughner è che ha 22 anni, è bianco ed è con ogni probabilità uno squilibrato. Lo sceriffo ha detto che non sta collaborando. Le cose che Loughner ha scritto su internet – su MySpace e sul suo account di Youtube – sono deliranti, parlano di un complotto del governo per “controllare le menti” e fare “lavaggi del cervello” ai cittadini attraverso “la grammatica”. E non ha connotazioni politiche precise: ripete alcuni cavalli di battaglia dell’estrema destra americana – il controllo della valuta, l’ossessione per la costituzione – ma una sua ex amica lo ha definito “piuttosto di sinistra”. Tra i suoi libri preferiti indicati sul suo account di Youtube ci sono il Mein Kampf e il Manifesto del partito comunista.

Lo sceriffo della contea ha detto che gli investigatori sono in cerca di un secondo sospetto, più o meno cinquantenne: le immagini mostrerebbero un suo ruolo collaborativo nella sparatoria. Il presidente Obama ha annunciato che le indagini saranno supervisionate dal direttore dell’FBI, Robert Mueller, già in Arizona: si tratta di una decisione inedita, visto che solitamente il direttore dell’agenzia non lavora sul campo.

Le minacce
Sia Gabrielle Giffords che il giudice Roll avevano ricevuto minacce durante la loro carriera. L’ufficio della deputata era stato oggetto di danneggiamenti e atti vandalici subito dopo il suo voto a favore della riforma sanitaria, lo scorso marzo, e la stessa Giffords si era molto lamentata quando Sarah Palin l’aveva inclusa in una mappa di distretti a portata di mano per i repubblicani, indicando il suo collegio con un mirino. “Quando si fanno cose del genere, bisogna rendersi conto che sono azioni che hanno delle conseguenze”, aveva detto a MSNBC.

“La mecca del pregiudizio e del fanatismo”
Nel corso di una conferenza stampa, lo sceriffo della contea ha molto criticato i toni che il dibattito politico ha raggiunto in Arizona. “Quando vedi persone squilibrate, quando osservi la loro reazione davanti al vetriolo che viene fuori da certe bocche riguardo cose tipo ‘abbattere il governo’. La rabbia, l’odio, il fanatismo che circola in questo paese sta diventando oltraggioso. E sfortunatamente, l’Arizona ne è diventato la capitale. Siamo la mecca del pregiudizio e del fanatismo”. Lo sceriffo è stato l’unico ufficiale, fino a questo, a mettere in relazione la sparatoria ai toni del dibattito politico in Arizona, per quanto è fuori discussione che il dibattito politico in occasione dell’ultimo ciclo elettorale abbia raggiunto preoccupanti livelli di fanatismo e violenza verbale.

Le reazioni negli Stati Uniti
Praticamente tutti i politici di rilevanza nazionale e locale hanno diffuso dichiarazioni di cordoglio e condanna dell’episodio, dal presidente Obama in giù. A causa della sparatoria, i repubblicani alla Camera hanno rinviato tutte le discussioni legislative in aula previste per la prossima settimana, inclusa quella del 12 gennaio sull’abolizione della riforma sanitaria. Nella prima seduta del nuovo Congresso, la settimana scorsa, la deputata Giffords aveva partecipato alla lettura della Costituzione, leggendo il primo emendamento. E aveva proposto un taglio del 5 per cento agli stipendi dei deputati.

foto John Moore/Getty Images