• Italia
  • sabato 1 Gennaio 2011

Il solito Capodanno di Napoli

Nonostante le raccomandazioni e il rischio di incendi fra i rifiuti, è andata come gli altri anni

Tra Napoli e provincia un morto, settanta feriti, centinaia di interventi dei pompieri

Alla fine, pare che a Napoli sia andata esattamente come gli altri anni. Il 29 dicembre, il governo, le amministrazioni locali, la protezione civile e le forze dell’ordine avevano fatto una raccomandazione alla città, contestuale all’impegno per la rimozione straordinaria dei rifiuti entro la notte di Capodanno: evitare il più possibile spari e botti. Non solo per i noti e frequenti rischi che questi presentano all’incolumità delle persone, sia a chi li utilizza sia a chi non c’entra niente, ma anche perché i cumuli di rifiuti ancora presenti nelle strade avrebbero rischiato di prendere fuoco, provocando ulteriori pericoli e disagi, rendendo complicata la gestione della situazione da parte delle forze dell’ordine e sprigionando nell’aria una grande quantità di sostanze nocive.

Negli ultimi giorni, effettivamente, lo sforzo congiunto dei soggetti di cui sopra aveva dato modo alla città di scendere oltre le 400 tonnellate di rifiuti ancora per strada: una cifra notevole ma molto inferiore alle 1800-2000 tonnellate su cui si era assestata stabilmente durante il mese di dicembre. Si è trattato di una soluzione di emergenza: la discarica di Chiaiano è stata aperta tutta la notte, quelle di Caivano e Tufino hanno chiuso alle 18, parte di quei rifiuti è stata semplicemente trasferita in provincia. La situazione non è affatto risolta, insomma, ma almeno la città ha avuto modo di respirare, per qualche giorno. I vigili del fuoco, la protezione civile regionale e il corpo forestale si sono dati da fare per innaffiare il maggior numero possibile di cumuli di rifiuti rimasti ancora per strada – soprattutto in provincia, dove lo smaltimento d’emergenza non è avvenuto – allo scopo di prevenire incendi causati dai botti di fine anno, rinnovando gli inviti e le raccomandazioni a fare attenzione ed evitarli il più possibile.

Da quel punto di vista, però, la cronaca della scorsa notte è stata la cronaca di qualsiasi altro Capodanno: non risulta che le persone che solitamente festeggiano l’arrivo dell’anno nuovo con botti e petardi abbiano cambiato qualcosa dei loro comportamenti. Un uomo è morto, le agenzie dicono “ucciso da un proiettile vagante”: siamo ben oltre i botti, quindi. Le persone ferite dall’esplosione di petardi e colpi di arma da fuoco sono settanta. Una di queste non è morta per miracolo: è stata colpita alla tempia, sempre da un “proiettile vagante” sparato per divertimento ad altezza d’uomo, e “ha poi espulso il proiettile dalle narici, dopo aver fatto uno starnuto”, dicono i sanitari. Nel corso della nottata tra Napoli e provincia i vigili del fuoco hanno dovuto eseguire 140 interventi. La maggior parte di questi, scrive l’edizione napoletana di Repubblica, “per spegnere le fiamme su auto e cumuli di rifiuti incendiati dai botti”. Alla fine, pare che a Napoli sia andata esattamente come gli altri anni.

foto d’archivio