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  • sabato 25 Dicembre 2010

Il primo Natale del Post

È stato un anno memorabile, visto da qui

Qualche giorno fa il Post ha compiuto otto mesi di vita. Non è una grande scadenza, anche se la ricchezza e l’intensità delle cose che facciamo ci fanno sentire ogni giorno un compleanno. Questo però è il primo Natale del Post, occasione simbolicamente più eccitante per un’impresa che vorrebbe che tutti fossero più buoni e che si è costruita per raccogliere e dedicare forze al miglioramento dell’informazione italiana e non solo di quella. E finora è andata molto bene.

È andata bene perché – con le risorse adeguate a un progetto lungimirante – siamo riusciti a trovare un posto nella rete italiana e nel giornalismo italiano per un tentativo di fare le cose bene, e chi legge il Post sa quali significati e ambizioni abbia quest’espressione apparentemente generica. È andata bene perché questo spazio si allarga progressivamente ogni giorno. È andata bene perché la parola complicità, sul cui valore in quest’impresa avevamo molto insistito da subito, ha trovato il seguito che speravamo, ed è passata tra i lettori del Post l’idea che stiamo facendo tutto questo assieme e con obiettivi comuni. È andata bene perché i numeri e i risultati commerciali del Post – un mezzo, non un fine: ma un mezzo indispensabile – sono stati finora migliori delle attese: e questo è un dato molto rassicurante in vista della progressiva crescita delle attese. È andata bene perché abbiamo ricche dimostrazioni quotidiane dell’attenzione al Post da parte dei vecchi lettori, dei lettori nuovi, di chi lavora nei media, di chi fa cose in rete, di chi cerca spazi, di chi vuole partecipare al suo progetto.

Rimandiamo a celebrazioni di anniversari più sonori un lavoro di consuntivi più articolati, un dibattito su quello che abbiamo imparato, un confronto su quello che possiamo fare (tantissimo, ad avere le forze), una dimostrazione più concreta di gratitudine. Che poi non è una vera gratitudine, perché lo stiamo facendo assieme, il Post: ma ci siamo capiti, grazie.

E buon Natale a tutti.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

In questi Post, l’editoriale inaugurale del 20 aprile