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  • martedì 21 Dicembre 2010

L’aeroporto che non chiude per neve

Mentre gli scali di mezza Europa chiudono alla prima nevicata, quello di Helsinki è sempre aperto

Da alcuni giorni la neve e il gelo stanno causando numerosi problemi agli aeroporti europei. Il maltempo ha fatto chiudere molti scali e così migliaia di passeggeri sono rimasti a terra, impossibilitati a spostarsi od obbligati a rimandare le loro partenze per raggiungere amici e familiari per le feste natalizie. Osservando le immagini degli aeroporti bloccati dalla neve viene spesso da chiedersi come sia possibile che per qualche fiocco il traffico aereo si possa paralizzare in un intero continente. Se lo sono chiesti anche alla BBC e hanno deciso di portare l’esempio dell’aeroporto di Helsinki per dimostrare che con un po’ di organizzazione, e qualche risorsa in più, gli aerei possono decollare e atterrare senza particolari problemi anche tra la neve.

Lo scorso inverno sulla capitale della Finlandia sono caduti 188 centimetri di neve, ma l’aeroporto ha funzionato regolarmente senza intoppi. L’ultima chiusura per cattivo tempo risale al 2003, lo scalo rimase chiuso per appena mezz’ora. Quest’anno la quantità di neve caduta in dicembre è stata superiore alla media, 65 centimetri, eppure non si sono registrati particolari ritardi o chiusure dei voli con migliaia di persone bloccate a terra. Merito di una buona preparazione, di uno staff molto competente e della possibilità di utilizzare tre differenti piste per decolli e atterraggi.

Quando una pista è ferma per la rimozione delle neve, le altre due sono regolarmente aperte. In casi eccezionali, può accadere che due piste vengano chiuse. Perché accada ci vuole una combinazione molto rara di nevicate molto intense e di venti molto forti, come è successo per un breve periodo di tempo sette anni fa.

Secondo la portavoce dell’aeroporto, Annika Kala, si prospetta un inverno molto difficile per le condizioni del meteo, ma a Helsinki non si faranno cogliere impreparati. L’aeroporto è dotato di 250 veicoli di diverso tipo tra spazzatrici, spazzaneve, getti d’aria per spostare la neve e macchinari per verificare i livelli d’attrito sulla pista, dati molto importanti per stabilire se rendere agibile o meno le piste. La neve rimossa viene portata in un’area di stoccaggio vicina all’aeroporto. Lo scorso inverno settemila carichi di neve sono stati portati dai camion nell’area di raccolta.

Le temperature a Helsinki possono raggiungere i -25 gradi, ma i responsabili dell’aeroporto spiegano che in realtà più fa freddo meglio vanno le cose. I problemi si verificano quando la temperatura è intorno agli zero gradi perché aumentano le probabilità che il clima sia umido, cosa che rende più probabile la formazione di ghiaccio sulla pista. In questo caso si usano spazzole di metallo per rimuovere lo strato ghiacciato e se non è sufficiente si utilizzano anche alcuni prodotti chimici. Sono in cinquanta a occuparsi della rimozione del ghiaccio quando è necessario. L’aeroporto offre anche alcuni servizi di assistenza e supporto alle compagnie aeree, fornendo informazioni e istruzioni per la gestione dei loro voli.

Naturalmente sull’efficienza dell’aeroporto incide anche la quantità di atterraggi e decolli gestiti su base giornaliera. Da Helsinki partono e arrivano in città solamente 600 voli al giorno grazie alle tre piste. Heathrow, l’aeroporto europeo più trafficato, gestisce il doppio dei voli con due sole piste e muove cinque volte il numero di passeggeri. Le strategie per affrontare neve e gelo sono le stesse, ma in un aeroporto come quello britannico richiederebbero molte più risorse e grandi investimenti.