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  • lunedì 20 Dicembre 2010

La strage di San Martin Texmelucan, in Messico

L'esplosione è stata probabilmente innescata da un maldestro tentativo di furto

Il petrolio è fuoriuscito per oltre un km lungo le strade della città prima di finire nel fiume

La devastante esplosione di un oleodotto ieri a San Martin Texmelucan, in Messico, ha causato la morte di almeno ventotto persone.

Secondo le autorità l’incidente è stato probabilmente innescato da un maldestro tentativo di furto: i ladri avrebbero cercato di rubare il petrolio dall’impianto ma non sarebbero poi riusciti a controllarne la fuoriuscita. «Hanno perso il controllo a causa della pressione con cui il petrolio ha iniziato a uscire», ha spiegato Laura Gurza, capo della Protezione Civie federale.

Il petrolio è fuoriuscito per oltre un chilometro lungo le strade della città prima di finire nel fiume che la attraversa. Poi qualcosa ha innescato l’incendio e l’intero centro abitato è stato avvolto dalle fiamme, che in alcuni casi hanno superato anche i dieci metri di altezza. Più di 115 case sono andate a fuoco, 32 sono state completamente distrutte.

«Sembrava di essere all’inferno», ha detto una donna che è riuscita a salvarsi con la sua famiglia fuggendo dal retro della sua abitazione. Suo cognato è in ospedale, ma non ha ancora notizie di sua sorella e dei loro bambini. In molti casi non è ancora stato possibile identificare i corpi perché le fiamme li hanno totalmente carbonizzati.

Vicino all’impianto sono stati ritrovati quattro corpi, ma non si sa ancora se siano quelli dei ladri che hanno causato l’incidente o di altre persone che passavano di lì al momento dell’esplosione. San Martin Texmelucan è una città di 150mila abitanti vicino alla capitale Ctttà Del Messico. Nel 2010 c’erano già stati almeno altri 100 furti di petrolio in quell’oleodotto, 580 in tutto il Messico.