I dieci svantaggi dell’evoluzione

Dal singhiozzo al mal di schiena passando per la possibilità di soffocare a ogni pasto, l'elenco degli "svantaggi" dell'evoluzione

Tra i cinque e i sei milioni di anni fa, secondo le teorie finora più verosimili, la famiglia Hominidae si è evoluta da un progenitore comune allo scimpanzé. Da allora è iniziato il lento processo di evoluzione che un giorno ci ha portato a raggiungere la posizione eretta, più o meno due milioni di anni fa, e a subire profonde modifiche nel nostro organismo, che è diventato “anatomicamente moderno” circa 150mila anni fa. L’evoluzione per noi esseri umani ha portato a numerosi e indubbi vantaggi – nel bene e nel male siamo la specie più evoluta del Pianeta – ma anche alcuni svantaggi che ci portiamo dietro da molto tempo. Sullo Smithsonian, Rob Dunn ha deciso di raccogliere a suo sindacabile giudizio le dieci cose che in un modo o nell’altro ci ricordano ogni giorno la storia della nostra evoluzione.

1. Cellule chimera
Probabilmente un miliardo di anni fa, un organismo unicellulare saltò fuori per dare poi origine a tutte le piante e le forme di vita animale sul Pianeta, noi compresi. L’organismo in questione era il risultato di una fusione, ovvero del processo di inglobamento di una cellula – probabilmente un batterio – da parte di un’altra cellula dotata di nucleo. Questo processo portò a una simbiosi e alla creazione dei mitocondri, gli organuli cellulari che si occupano di produrre l’energia nelle nostre cellule. In genere il rapporto tra i mitocondri e le cellule che li contengono sono pacifici e di collaborazione, ma in alcuni casi i rapporti si deteriorano e arrivano i problemi. Se cellule e mitocondri non si riconoscono più, “lottano” tra loro causando l’insorgenza di alcune malattie come le miopatie mitocondriali, che influiscono sul funzionamento dei muscoli, o la sindrome di Leigh che colpisce il sistema nervoso centrale.

2. Hic! Hic!
I primi pesci e anfibi estraevano l’ossigeno in acqua utilizzando le loro branchie e successivamente una forma primitiva di polmoni quando si trovavano sulla terraferma. Per fare questo dovevano essere in grado di chiudere la glottide, la cartilagine che separa l’esofago dalla trachea, o le vie di acceso ai polmoni. Quando si trovavano sott’acqua, questi animali facevano passare l’acqua nelle loro branchie per estrarre l’aria e al tempo stesso spingevano in basso la glottide.

Noi discendenti di questi animali siamo rimasti con un ricordo di questa storia, singhiozzo compreso. Quando abbiamo il singhiozzo, significa che il nostro organismo sta usando quel che resta di quegli antichi muscoli usati per chiudere rapidamente la glottide mentre si aspira (l’aria, e non più l’acqua). Il singhiozzo non ha ormai alcuna funzione, ma ogni tanto si verifica senza causare particolare danno, a parte il fastidio e gli eventuali imbarazzi del caso. Uno dei motivi per cui è difficile farsi passare il singhiozzo è che l’intero processo è controllato da una parte del nostro cervello che si è evoluta molto prima della nostra coscienza, dunque provate quanto volete, ma non potete farvi passare il singhiozzo semplicemente pensandoci.

3. Schiena dritta
La schiena dei vertebrati si è evoluta diventando una sorta di arco sotto al quale rimangono appesi gli organi interni e le viscere. La forma ad arco consente di distribuire meglio il peso, mantenendo la struttura stabile e bilanciata. Aver raggiunto la posizione eretta non ha favorito molto la nostra specie. Da un lato abbiamo conquistato la possibilità di utilizzare le braccia per fare altro, ma dall’altro la nostra schiena si è trasformata da un arco a una S. Ce la caviamo abbastanza bene con questa forma della schiena, ma è sicuramente meno funzionale rispetto alla forma ad arco e così basta poco per soffrire di mal di schiena, o faticare più del dovuto nel trasportare pesi.

4. Guerre intestine
Conquistata la posizione eretta, il nostro intestino si è spostato verso il basso invece di rimanere a più stretto contatto con i muscoli dello stomaco. Il nostro apparato digerente è così diventato sempre più intricato dallo stomaco in giù, con l’intestino che ha progressivamente conquistato le cavità dell’addome. E non è raro che il passaggio in alcune di queste cavità porti poi alla formazione delle ernie inguinali.

5. Soffocare

In molti animali, la trachea (il passaggio per l’aria) e l’esofago (il passaggio per il cibo) sono orientati in modo tale che l’esofago si trovi al di sotto della trachea. Nella gola del gatto, per esempio, i due tubi si sviluppano orizzontalmente e parallelamente prima di arrivare allo stomaco o ai polmoni. In questa configurazione, la gravità tende a spingere il cibo verso il basso nel tubo inferiore, ovvero nell’esofago. Negli esseri umani questo non succede.

Abbiamo sviluppato la capacità di parlare e questo ha fatto sì che la trachea e l’esofago si spostassero più in basso per far spazio agli organi che ci servono per emettere i suoni. Inoltre, la postura eretta ha fatto sì che anche la trachea e l’esofago abbiano assunto un orientamento verticale. Quando ingeriamo acqua e cibo c’è sempre l’eventualità che questi sbaglino strada finendo nella trachea, se l’epiglottide non fa in tempo a sbarrare la strada e dirottare verso l’esofago quello che abbiamo ingerito. Quando accade rischiamo di soffocare, nei casi lievi qualche colpo di tosse ci mette in salvo, mentre nei casi estremi possono essere necessarie manovre di emergenza più drastiche come la manovra di Heimlich.

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