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  • sabato 20 Novembre 2010

Il finto pacco bomba era un test, ma nessuno lo sapeva

L'ordigno è stato ritrovato in Namibia prima di essere caricato su un volo per la Germania, dove l'allerta terrorismo è al massimo

Thomas de Maiziere, il ministro dell’interno tedesco, da alcuni giorni è il rappresentante del governo sul quale si sta concentrando l’attenzione dell’opinione pubblica in Germania. Lo scorso 17 novembre, il ministro ha deciso di innalzare lo stato dall’allerta nel paese in seguito ad alcuni indizi, definiti preoccupanti, che lasciano pensare all’esistenza di piani per condurre attentati terroristici nel paese entro la fine dell’anno. I timori di de Maiziere e delle autorità tedesche sono aumentati sensibilmente anche in seguito al ritrovamento in un aeroporto della Namibia di un pacco sospetto pronto per essere imbarcato su un volo per Monaco di Baviera. Le analisi svolte negli ultimi giorni hanno però escluso che si trattasse di un pacco bomba, ma la vicenda continua a fare discutere, come spiega il Wall Street Journal.

La polizia della Namibia afferma che il pacco sospetto scoperto nel corso di un controllo di sicurezza mercoledì all’aeroporto di Windhoek era un falso dispositivo progettato per assomigliare a una bomba, ma non è ancora chiaro chi abbia collocato il finto ordigno. Secondo gli investigatori tedeschi, una analisi del dispositivo – scoperto in un’area di carico dell’aeroporto dove alcuni addetti stavano caricando le valigie per un volo diretto a Monaco – ha consentito di scoprire che la finta bomba era stata costruita negli Stati Uniti come dispositivo per condurre i test per la sicurezza negli aeroporti.

Le autorità statunitensi sono solite utilizzare questi finti pacchi bomba per verificare l’efficienza dei controlli di sicurezza negli aeroporti. I test vengono condotti all’insaputa degli operatori, ma con il permesso e le autorizzazioni delle autorità per evitare inutili falsi allarmi, che porterebbero non solo panico, ma anche disguidi nella gestione delle migliaia di voli che ogni giorno percorrono i cieli degli Stati Uniti. Non è dunque chiaro come il pacco sia arrivato in Namibia e, per quanto se ne sa fino a ora, sembra che nessuna agenzia della sicurezza avesse autorizzato un simile test nell’aeroporto di Windhoek.

Il pacchetto identificato grazie agli abituali controlli conteneva alcune batterie legate a un orologio. Il dispositivo era anche dotato di un detonatore, ma era privo della carica esplosiva. Il finto pacco bomba per condurre i test era stato costruito da una piccola società di proprietà di Larry Copello di Sonora, in California. Copello ha 64 anni, è un esperto nella produzione di questo genere di dispositivi e non riesce a spiegarsi come uno dei suoi finti pacchi bomba sia potuto arrivare in Namibia. Il Federal Bureau of Investigation si è messo in contatto con Copello per avere ulteriori dettagli sul finto ordigno, venduto quattro o cinque anni fa a un ente governativo per la sicurezza.

«Qualcuno deve aver fatto un errore. Sono felice non sia successo nulla. Non è la prima volta che accade qualcosa di simile. A volte il finto ordigno compare dove non dovrebbe comparire. È una procedura utilizzata migliaia di volte ogni giorno e non se ne sente mai parlare» spiega Copello al New York Times. Per le autorità della Namibia, l’episodio ha dimostrato l’efficacia dei controlli di sicurezza in uno dei principali aeroporti del paese. Tuttavia, ricorda un ufficiale della polizia, sarebbero bastati 500 grammi di esplosivo per trasformare il finto ordigno in una pericolosa bomba indirizzata verso l’Europa. Il livello di allerta in Germania rimane molto alto, ha confermato Thomas de Maiziere nel corso di una conferenza stampa.