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  • venerdì 19 Novembre 2010

Perché la destra non sa fare informazione in tv

Gad Lerner studia successi e fallimenti del giornalismo vicino alla maggioranza

"Per avere successo nella televisione italiana una trasmissione politica deve prevedere giornalisti di sinistra in veste di conduttori e giornalisti di destra seduti in studio a contestarli. L’inverso, accidenti, non ha mai funzionato"

Nella sua rubrica settimanale su Vanity Fair, Gad Lerner studia quello che è da tempo un tormento per la destra di potere italiana: non essere in grado di produrre giornalismo politico televisivo all’altezza dei successi di quello della sinistra.

L’attenzione spasmodica dedicata dai giornali di destra alla critica dei talk show politici che vanno in onda sulle varie televisioni italiane, rivela ormai un malizioso gioco delle parti.
Così com’è palese che Marco Travaglio e Niccolò Ghedini simpatizzano, dopo aver stretto un vantaggioso patto di belligeranza, altrettanto chiaro è il doppio gioco dei vari Maurizio Belpietro, Alessandro Sallusti, Nicola Porro (più altri meno assidui) ospiti fissi nelle trasmissioni che attaccano. In genere sparano d’anticipo titoli di fuoco sull’”Annozero” cui parteciperanno successivamente come temerari incursori in territorio nemico. Con l’effetto di calamitare l’attenzione del loro pubblico sul detestabile “miliardario rosso” cui andranno a far visita, contribuendo a trasformarlo in recordman degli ascolti, per poi dichiarare che a una simile Rai non bisognerebbe pagare il canone. Già durante la diretta (cui partecipano entusiasticamente), nelle loro redazioni zelanti cronisti sono incaricati di stendere resoconti indignati, che l’indomani mattina occupano pagine e pagine del “Giornale” e di “Libero”. Ventiquattrore dopo saranno gli stessi direttori, reduci dalla pugna, a editorialeggiare per il terzo giorno di fila su quelle due ore di tv. E avanti così, che ci viene da ridere.
Il reciproco vantaggio è evidente. Perché stupirsi, del resto? Alcuni protagonisti di queste battaglie provengono dalla medesima scuola giornalistica. Marco Travaglio, Luca Telese e Peter Gomez, solo per fare tre nomi, non a caso provengono dalla scuola del giornalismo di destra prima di diventare punti di riferimento dell’antiberlusconismo.

(continua a leggere sul blog di Gad Lerner)