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  • sabato 6 novembre 2010

Ucciso Tony Tormenta, il boss del cartello del Golfo

Era uno dei narcotrafficanti messicani più potenti, è morto dopo una sparatoria al confine durata ora

«Questo giorno segna un passo importante negli sforzi di sconfiggere le organizzazioni criminali»

Il leader di uno dei più potenti cartelli della droga messicani è stato ucciso ieri sera durante una feroce sparatoria a Matamoros, una città al confine con gli Stati Uniti, durata diverse ore. Antonio Ezequiel Cardenas Guillen, soprannominato Tony Tormenta, era il boss del cartello del Golfo, ed è stato ucciso insieme a tre dei suoi uomini. Due membri delle forze speciali dell’esercito americano sono state uccisi, e non è chiaro se siano rimasti coinvolti o meno dei civili.

«Questo giorno segna un passo importante negli sforzi per sconfiggere le organizzazioni criminali che hanno danneggiato a lungo la popolazione del nostro paese» ha detto Alejandro Poire, portavoce della sicurezza nazionale dell’esercito.

Cardenas è diventato leader del cartello quando suo fratello Osiel è stato arrestato e portato negli Stati Uniti nel 2003, dove ha ricevuto una condanna di 25 anni di galera. Gli Stati Uniti avevano offerto 5 milioni di dollari per la cattura di Cardenas, e sembra che abbiamo riferito al governo messicano le informazioni che hanno portato alla sua uccisione.

Il cartello del Golfo è la seconda organizzazione criminale più potente del Messico, dietro solo al cartello Sinaloa. È presente soprattutto nello stato di Tamaulipas, nel nordest del Messico al confine con il Texas, dove passa una fondamentale rotta del traffico di droga verso gli Stati Uniti. Il cartello del Golfo controlla politici e poliziotti, corrompe imprenditori e intimidisce giornalisti.

Circa dieci anni fa, il cartello del Golfo ha messo in piedi la Zeta, una sezione armata costituita da forze paramilitari. A un certo punto la Zeta si è però rivoltata contro i propri stessi creatori, formando un proprio cartello ed entrando in guerra con il cartello del Golfo. Nella battaglia, che continua tutt’ora, sono state uccise centinaia e centinaia di persone.

«Cardenas era considerata una figura molto pericolosa e violenta» ha detto Ricardo Ravelo, autore di diversi libri sulla guerra alla droga in Messico.

Il boss era uno dei più sanguinari, e avrebbe torturato e decapitato molte vittime. Secondo Ravelo, avrebbe metà delle forze di polizia di Tamaulipas al suo servizio. I testimoni che hanno assistito alla sparatoria hanno riferito una situazione di caos e panico a Matamoros, dove per ore narcos e forze di polizie si sono fronteggiati per le vie della città.
https://www.youtube.com/watch?v=y-Z7IeyAAg4