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  • martedì 26 Ottobre 2010

Comincia l’NBA

Stanotte le prime tre partite del campionato di basket più bello del mondo: una guida in numeri

di Mauro Bevacqua

update: i risultati delle partite di stanotte.

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La NBA alza la sua prima palla a due della stagione con la sfida tra Boston Celtics e Miami Heat, in quella che la stampa americana ha immediatamente ribattezzato “la battaglia dei Big 3” (ci arriviamo…).
Tre i “big”, tre le partite della prima serata (si giocano anche L.A. Lakers-Houston Rockets e Portland Trail Blazers-Phoenix Suns), tre quindi anche il numero che utilizziamo per introdurre la stagione NBA 2010-11.

Partendo proprio da Celtics e Heat, primi avversari.

I BIG 3 di BOSTON – trio formato nell’estate del 2007, capace di vincere subito il titolo al primo tentativo (campioni NBA 2008) e di tornare in finale (e perderla solo alla settima gara, 3-4 contro i Lakers) lo scorso anno. Sono Paul Pierce, Kevin Garnett e Ray Allen, rinforzati quest’anno da Shaquille O’Neal in tutti i suoi 147 chili (che pesano) e 38 anni (che pesano ancora di più).

I BIG 3 di MIAMI – la nuova versione del trio, l’ultima arrivata sullo scaffale delle novità NBA. Formatasi quest’estate, quando LeBron James e Chris Bosh (quello nella foto) hanno raggiunto a South Beach Dwyane Wade. Boston 102 – Miami 79 sembrerebbe il risultato di una schiacciante vittoria Celtics, invece è la somma dell’età dei due terzetti. E spiega perché quello di Miami sembra destinato a spadroneggiare nella NBA di un futuro molto vicino.

I 3 (x 2) di KOBE BRYANT – aveva vinto 3 titoli NBA in fila quando giocava al fianco proprio di Shaquille O’Neal. Ma al tempo Shaq era Batman, lui solo Robin. Poi sembrava che da solo non ce la facesse. Sbagliato. Vinto il quarto nel 2009, ha bissato l’anno scorso e ora i suoi Lakers puntano al threepeat, il terzo titolo consecutivo.

I 3 (x 4) di PHIL JACKSON – l’allenatore di Los Angeles (e Kobe) prima ha allenato Chicago (e Michael Jordan). Ha guidato i Bulls al titolo nel 1991, 1992 e 1993. Poi ancora nel 1996, 1997 e 1998. Poi è passato ai Lakers, e il filotto di vittorie si è ripetuto nel 2000, 2001, 2002. Ora la striscia è aperta: 2009, 2010 e…

3 stagioni di KEVIN DURANT – il prodigio degli Oklahoma City è solo alla sua terza annata NBA. Nella prima (la squadra era a Seattle, e si chiamava Sonics) ha vinto il premio di Matricola dell’Anno NBA; nella seconda è diventato il più giovane capocannoniere nella storia della NBA (30.1 a sera); nelle terza che va a iniziare – dopo aver vinto l’oro ai Mondiali estivi in Turchia con la Nazionale USA – è dato da molti come favoritissimo per il premio di MVP, che incorona il Miglior Giocatore della Lega. La NBA del futuro ha la faccia pulita e simpatica di KD.

I 2 di ALLEN IVERSON – sarà meno pulita la faccia (tra un tatuaggio e un altro), e sarà meno simpatico il personaggio. Di sicuro però ci mancherà da morire. Quella che prende il via è la prima stagione senza Allen Iverson, sul punto di firmare un biennale in Turchia. Fa male non vederlo più nella NBA, quasi peggio vederlo ostinarsi a tener viva una carriera che un tramonto del genere può solo offuscare.

3 come gli ITALIANI – Andrea Bargnani a Toronto; Marco Belinelli a New Orleans; Danilo Gallinari a New York (per ora…). Il roster tricolore non è cambiato nei nomi, ma le novità non mancano. Via Bosh, Bargnani è per la prima volta il vero leader dei Raptors, il loro “giocatore-franchigia”. A lui sarà chiesto di trascinare la squadra: peccato sia la più debole degli ultimi anni. Andrea può diventare un All-Star, ma i playoff sono un miraggio. Chi ci può finalmente sperare, invece, è Danilo Gallinari, coi suoi nuovi Knicks. Sempre che radio mercato smetta di dare il suo nome in partenza per Denver per portare Carmelo Anthony nella Grande Mela. Stagione del riscatto anche per Marco Belinelli? Possibile. Dopo le esperienze non felicissime a Golden State e Toronto, cerca la sua affermazione NBA a New Orleans, dove sembra essersi guadagnato il quintetto base. E dove gioca al fianco di un signore con il numero…

3 di CHRIS PAUL – L’uomo che potrebbe consolidare la reputazione di Marco Belinelli è il suo playmaker agli Hornets. Nel ruolo più ricco di talento della NBA attuale, Chris Paul ha tutto per essere considerato il primo della classe, davanti ai grandi veterani (Jason Kidd e Steve Nash) e alle giovani promesse (Derrick Rose, Brandon Jennings, Tyreke Evans).

Il blog di Mauro Bevacqua