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  • domenica 17 ottobre 2010

«L’approccio multiculturale ha fallito»

Secondo Angela Merkel l'Islam fa parte della Germania, ma gli stranieri devono fare di più per integrarsi

Le dichiarazioni arrivano in un momento molto vivo per il dibattito sull'immigrazione in Germania

Durante il congresso di Postdam dei giovani del suo partito, l’Unione Cristiano Democratica (CDU), Angela Merkel ha dichiarato che il tentativo di costruire una società multiculturale in Germania ha fallito.

L’affermazione arriva in un periodo in cui il dibattito sull’immigrazione è molto vivo in Germania, soprattutto in seguito alla pubblicazione del libro Deutschland schafft sich ab, “La Germania si distrugge da sola”, di Thilo Sarrazin, l’allora membro del direttorio della Bundesbank ed ex ministro della città stato di Berlino, in cui si sostiene che la Germania si stia impoverendo sempre di più a causa dell’immigrazione musulmana. Dopo la pubblicazione del libro Sarrazin è stato sollevato dall’incarico alla Bundesbank e ha ricevuto molte critiche, tra cui anche quelle di Angela Merkel che ha definito le affermazioni anti-islamiche di Sarrazin «inaccettabili».

Ieri il cancelliere tedesco ha dichiarato che «All’inizio degli anni Sessanta abbiamo invitato i lavoratori stranieri a venire in Germania, e adesso vivono nel nostro paese. Ci siamo in parte presi in giro quando abbiamo detto ‘Non rimarranno, prima o poi se ne andranno’, ma non è questa la realtà. L’approccio multiculturale e l’idea di vivere fianco a fianco in serenità ha fallito, fallito completamente.»

Citando le recenti parole del presidente tedesco Christian Wulff, Merkel ha detto che l’Islam è parte della Germania ma che, ha aggiunto, bisogna lavorare ancora molto sull’integrazione. Gli immigrati che vivono in Germania, ha detto il cancelliere, dovrebbero fare di più per integrarsi, compreso imparare il tedesco. Merkel ha comunque specificato che gli stranieri e gli extracomunitari sono ancora i ben accetti in Germania.

«Non dovremmo però nemmeno dare l’impressione al mondo esterno che chi non è immediatamente in grado di parlare tedesco e chi non è cresciuto con il tedesco come prima lingua non sia il benvenuto. Faremmo un gravissimo danno al nostro paese».

Pochi giorni fa, anche il leader del partito alleato al CDU, l’Unione Cristiano-Sociale in Baviera, Horst Seehofer aveva espresso pensieri simili a quelli di Merkel, affermando che il «multiculturalismo è morto», definendo «ovvie» le difficoltà di turchi e arabi di integrarsi. La settimana scorsa, Merkel aveva incontrato il primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan per discutere del problema della scarsa integrazione turca; la comunità turca in Germania conta circa 2.5 milioni di persone. Poco più di un mese fa, aveva dichiarato che «quando i turchi hanno bisogno di aiuto possono contare su di me, sono anche il loro cancelliere».

Un recente sondaggio ha stimato che più del 30 per cento della popolazione tedesca pensa che il proprio paese sia “sovrappopolato di stranieri” e che 16 milioni di persone tra immigrati e cittadini con origini straniere si siano trasferiti in Germania per usufruire delle migliori condizioni del welfare.

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