• Mondo
  • mercoledì 13 Ottobre 2010

Nuovi video di abusi sui prigionieri in Iraq

Li ha diffusi un soldato americano, sono umiliazioni e violenze psicologiche risalenti a tre anni fa

L'autore dei video li ha messi su YouTube e ne ha scritto sul sito di Michael Moore

Un ex soldato americano ha diffuso i video dei suoi compagni che umiliano e affliggono psicologicamente alcuni prigionieri in Iraq. Ethan McCord apparteneva alla Compagnia Bravo che partecipò al raid di elicotteri a Baghdad raccontato dal video diffuso ad aprile da Wikileaks col nome di “Collateral Murder“: mercoledì ha pubblicato un post sul sito di Michael Moore in cui spiega di avere cominciato a raccogliere immagini “quando ho capito che quello che stavamo facendo in Iraq era sbagliato”.

Sono video di abusi sui prigionieri. Non il genere di abusi fisici, ma mentali, emotivi, umilianti. Che ai miei occhi è peggio che colpire semplicemente qualcuno.

McCord dice che ha tenuto i video per tre anni, chiedendosi che farne e come usarli responsabilmente. E dice che i soldati ritratti stanno facendo esattamente quello per cui sono stati addestrati:

Non voglio scusarli, ma voglio dire che il comportamento era sistematico. All’inizio sarete arrabbiati con loro, ma la vostra rabbia dovrebbe invece essere diretta contro il sistema che li ha addestrati.

I video sono stati girati in una base nella zona orientale di Baghdad. Nel primo un soldato dice a un prigioniero che lo metteranno in prigione e una voce gli dice di smettere di fare cazzate con i prigionieri (“stop fucking with the prisoner”). Nel secondo un prigioniero spaventato è umiliato da un soldato americano che lo prende in giro e gli canticchia una canzone. Il prigioniero era stato arrestato perché in possesso di un Ak-47 a casa sua.
Nel terzo video un soldato ordina a un prigioniero di alzare le mani legate e riabbassarle, incessantemente. McCord dice che è andato avanti per 45 minuti. Tutti i prigionieri hanno le mani legate e sono bendati.

Gli articoli del Post su Collateral Murder
Gli articoli del Post su Wikileaks