• Mondo
  • domenica 10 Ottobre 2010

Oggi si vota in Kirghizistan

Si temono disordini, a quattro mesi dal gravissimo scontro etnico tra kirghisi e uzbeki

Il voto dovrebbe portare la democrazia parlamentare nel paese, l'esito è imprevedibile

A soli quattro mesi dal più grave scontro etnico nella storia del Kirghizistan, oggi si stanno tenendo le elezioni che dovrebbero portare alla prima democrazia parlamentare del paese. L’esito del voto è imprevedibile: i partiti candidati sono ventinove e secondo Reuters sono sei quelli che potrebbero guadagnare il maggior consenso tra i 2,8 milioni di kirghisi — circa metà della popolazione — che voteranno. Il parlamento conterà 120 seggi e, a prescindere dal risultato, nessun partito potrà ottenerne più di 65.

«Non stiamo eleggendo solo un parlamento, ma un nuovo sistema di governo» ha dichiarato il presidente a interim Roza Otunbayeva alla vigilia delle elezioni. «Stiamo scrivendo una nuova pagina nella storia del Kirghizistan».

L’obiettivo di queste elezioni è cercare di dare stabilità allo stato dell’ex Unione Sovietica, travolto qualche mese fa dagli scontri tra la maggioranza kirghisa e la minoranza uzbeka. Lo scorso giugno più di 400 persone sono morte a Osh, una città nel sud del paese, e migliaia di persone hanno perso la propria casa. Il paese è guidato da una fragile coalizione di politici rivali che si erano alleati contro l’ex presidente Kurmanbek Bakiyev, fuggito ad aprile al termine di una lunga serie di sommosse antigovernative nate in seguito all’aumento del costo della vita e alla corruzione interna al governo.

Gli Stati Uniti — che hanno una base aerea militare su suolo kirghiso — hanno auspicato a lungo queste elezioni, al contrario della Russia — anch’essa con una base aerea in Kirghizistan — che si oppone al modello parlamentare, preoccupata che un sistema simile possa generare violenze e facilitare un colpo di stato da parte di gruppi islamici estremisti.

Il governatore della regione di Osh teme che i risultati delle elezioni possano causare proteste violente, e molti uzbeki hanno paura di andare a votare per timore di venire attaccati come accaduto quattro mesi fa. Il Kirghizistan ha dislocato 800 osservatori che monitoreranno il voto in tutta la nazione, a cui se ne aggiungono altri 240 dell’OSCE, l’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa.

Il Kirghizistan ha una popolazione di cinque milioni di abitanti ed è una ex repubblica sovietica: si trova ormai distante dalla Russia, essendone separato dall’ampia superficie del Kazakistan a nord, e confina a est con la Cina e a ovest con Tagikistan e Uzbekistan.

– Kirghizistan, come si è arrivati a tanto