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  • venerdì 8 ottobre 2010

Riaperte le indagini sull’omicidio di Anna Politkovskaya

La Russia riapre le indagini sull'omicidio della giornalista Anna Politkovskaya

Era una delle voci più autorevoli dell'opposizione a Putin e alla politica del Cremlino in Cecenia

di Elena Favilli

Anna Politkovskaya fu uccisa il 7 ottobre del 2006 con quattro colpi di pistola, di cui uno alla testa, nell’ascensore del suo palazzo di Mosca, mentre stava rincasando. A quattro anni dalla sua esecuzione, nessuno è stato ancora condannato per il suo omicidio, ma l’annuncio di mercoledì della riapertura delle indagini lascia sperare che finalmente le cose possano iniziare a chiarirsi.

I tre uomini inizialmente sospettati di essere coinvolti nell’omicidio della giornalista russa erano stati tutti assolti nel febbraio del 2009 per mancanza di prove. Ma il capo del team d’investigazione Aleksandr Bastrykin ha ammesso che le indagini erano state condotte troppo in fretta e che il caso merita di essere riaperto per poter considerare meglio tutti gli indizi. La decisione è stata presa anche grazie alle pressioni del Comitato Internazionale per la difesa dei giornalisti, che oltre al caso Politkovskaya si sta battendo da anni perché emergano tutte le verità sui diciannove giornalisti uccisi in Russia dal 2000 a oggi.

Anna Politkovskaya era una giornalista della Novaya Gazeta e una delle voci più autorevoli dell’opposizione a Putin e alla politica del Cremlino. Era conosciuta soprattutto per i suoi reportage dalla Cecenia, in cui aveva ripetutamente accusato l’esercito russo delle peggiori violazioni di diritti umani. Il giorno in cui è stata uccisa, stava per pubblicare un nuovo lungo articolo sulle torture commesse dalle forze di sicurezza cecene legate al Primo Ministro Ramsan Kadyrov, fedele al Cremlino. L’articolo fu pubblicato dai suoi colleghi due giorni dopo il suo omicidio.

Il procuratore generale Bastrykin ha detto che i tre sospetti iniziali faranno ancora parte delle indagini: l’ex poliziotto Sergei Khadzhikurbanov è sospettato di avere procurato la pistola con cui Anna è stata uccisa e di avere assoldato il killer, i fratelli Dzhabrail e Ibragim Makhmudov sono sospettati di avere partecipato all’omicidio. Il terzo dei fratelli Makhmudov, sospettato di essere l’esecutore materiale dell’omicidio, è scappato dalla Russia e secondo gli agenti si starebbe nascondendo in un paese europeo. Bastrykin ha detto di avere già chiesto la collaborazione di alcuni governi europei e che spera di poterlo arrestare molto presto.

«Sono stati persi molti mesi a causa della fretta con cui il caso è stato portato in tribunale», ha scritto Novaya Gazeta commentando la riapertura delle indagini «al tempo, questioni politiche e conflitti all’interno delle forze di giustizia ebbero la meglio sulla professionalità. Noi, i colleghi di Anna Politkovskaya, siamo interessati solo a una indagine seria e solida. Non abbiamo fretta di andare da nessuna parte». Nel luglio del 2009 anche Natalya Estemirova – amica di Anna Politkovskaya e come lei impegnata per la difesa dei diritti umani nel Caucaso del Nord – è stata uccisa dopo essere stata rapita in Cecenia.

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