La Libia cancella i domini che non rispettano la legge islamica

Il sito per accorciare gli indirizzi web vb.ly non è più accessibile e bit.ly teme la stessa sorte

Dallo scorso 23 settembre il servizio di accorciamento degli indirizzi internet Vb.ly non esiste più. Il sito web è stato disattivato dal NIC della Libia, l’anagrafe dei domini di primo livello geografici del tipo “.ly”, l’equivalente del nostro “.it”. Le autorità libiche hanno deciso di eliminare il dominio perché, a detta loro, non rispettava le leggi del paese e la Shari’a, la legge islamica. Vb.ly era diventato famoso online per offrire un servizio senza censure, dunque utile anche per accorciare gli indirizzi web dei siti con contenuti pornografici e per adulti.

Il servizio era stato attivato dalla scrittrice di racconti erotici Violet Blue in collaborazione con Ben Metcalfe, che ha da poco raccontato la storia della fine di Vb.ly sul proprio blog. Stando alle versione di Metcalfe, i responsabili del registro dei domini di primo livello in Libia avrebbero disattivato l’indirizzo web di Vb.ly senza alcun avviso. I due fondatori del servizio hanno così deciso di chiedere spiegazioni al NIC:

Ci hanno detto che il nostro dominio era stato rimosso perché violava “le regole e i regolamenti del NIC” in merito alla presenza di “testi che rinviano a contenuti per adulti e a immagini offensive dalla nostra pagina principale”. […] A parte il fatto che contestiamo che qualsiasi contenuto per adulti o qualsiasi immagine offensiva esista sul nostro sito (vb.ly accorcia gli indirizzi web), ciò che è più preoccupante è che non sembra ci siano alcune regole scritte sul sito del NIC che siano riconducibili alla violazione che ci è stata contestata.

Secondo Metcalfe, il NIC libico avrebbe quindi eliminato il dominio del servizio portando delle motivazioni pretestuose, che di fatto non trovano riscontro nei regolamenti dello stesso registro dei domini di primo livello del paese africano. L’unico appiglio legale consistente è stato fornito ai due fondatori di Vb.ly da Alaeddin S. ElShafir, uno dei responsabili del NIC della Libia, che ha ricordato che «la pornografia e i contenuti per adulti non sono permessi dalle leggi della Libia, dunque il dominio è stato rimosso per questo motivo».

La decisione delle autorità libiche ha messo in allarme numerosi altri gestori di domini “.ly”. Negli ultimi anni il dominio geografico libico è stato utilizzato da molte società per creare siti web facili da ricordare, sfruttando il suffisso “ly” presente in numerose parole inglesi. Il sito più celebre che utilizza un “.ly” è probabilmente bit.ly, un altro sistema per accorciare gli indirizzi web. Il servizio è diventato molto utilizzato grazie a Twitter, che lo ha adottato come sistema predefinito per accorciare gli indirizzi e rubare meno spazio nei messaggi del social network, che non possono superare le 140 battute.

A differenza di Vb.ly, Bit.ly cerca di filtrare i contenuti per adulti, ma inevitabilmente qualcosa sfugge sempre. Se le autorità libiche decidessero di compiere un’analisi approfondita dei link generati da Bit.ly il servizio potrebbe perdere il proprio dominio e sarebbe un bel problema per diverse centinaia di milioni di utenti. Si stima che il servizio accorci ogni giorno almeno 200 milioni di indirizzi internet ed è ormai il 69esimo sito web per quantità di traffico. Il sistema è molto promettente e gli investitori non mancano: la società ha da poco raccolto altri 10 milioni di dollari di investimenti e può fare affidamento su un fondo di 15 milioni di dollari.

Secondo alcuni osservatori, la Libia avrebbe deciso di vigilare maggiormente sui propri “.ly” per ragioni puramente economiche. Il dominio è molto richiesto e ha consentito a molte società, come Bit.ly, di farsi conoscere rapidamente online e di mettere da parte molto denaro in cassa. Dallo scorso giugno i domini geografici “.ly” che utilizzano solamente quattro lettere o meno possono essere registrati solamente da chi è residente in Libia, un ulteriore accorgimento per limitare l’utilizzo del dominio da parte di società estere.