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  • venerdì 1 Ottobre 2010

Il Vaticano indaga su Regnum Christi

L'arcivescovo Blazquez incaricato di indagare sui presunti abusi commessi dalla congregazione

Le donne di Regnum Christi non sono suore, ma sono costrette a condizioni di isolamento considerate inaccettabili

di Elena Favilli

Il Vaticano ha incaricato l’arcivescovo di Valladolid, Ricardo Blazquez, di condurre un’indagine su Regnum Christi, il braccio laico della Congregazione cattolica dei Legionari di Cristo sospettato di abusi e violenze psicologiche sui propri membri consacrati.

Regnum Christi è una comunità di circa settantamila cattolici sparsi in trenta paesi. Hanno una famiglia, un lavoro, ma come membri della congregazione partecipano alla missione di avvicinare le persone a Cristo. Solo novecento hanno scelto la vita consacrata, quasi tutte donne: rinunciano a tutto quello che possiedono e devono tagliare qualsiasi collegamento con le loro vite precedenti, in modo molto simile a quanto fanno alcuni ordini monastici. Non sono suore, ma lavorano a tempo pieno per la comunità e le loro mansioni consistono principalmente nel gestire le scuole, i campi estivi e i corsi per adulti organizzati da Regnum Christi.

La scorsa settimana Associated Press aveva raccontato nei dettagli le condizioni di vita a cui sono costrette le donne di Regnum Christi, riportando alcune testimonianze dirette di persone che sono riuscite a venirne fuori dopo anni di sopraffazioni e violenze psicologiche. I sospetti sulla congregazione sono emersi durante la prima inchiesta del Vaticano sui Legionari di Cristo, i cui risultati erano stati annunciati a inizio maggio. L’inchiesta aveva portato alla luce per la prima volta gli abusi sessuali compiuti sui seminaristi dal fondatore dei Legionari di Cristo, il sacerdote messicano Marcial Maciel.

Da anni Maciel era sospettato di pedofilia, ma il Vaticano era intervenuto solo nel 2006 – un anno dopo l’elezione al soglio pontificio di Joseph Ratzinger – quando la Congregazione per la Dottrina della Fede decise di sospenderlo a divinis. Maciel morì due anni dopo, all’età di 87 anni, ma solo con l’annuncio dei risultati di questa prima inchiesta sull’ordine lo scorso 3 maggio le accuse sul suo conto furono riconosciute ufficialmente. Nel rapporto il Vaticano ammetteva che padre Maciel era «privo di scrupoli e colpevole di atteggiamento immorale degenerato in crimini effettivi». Nella sua pluriennale attività di capo della congregazione, Maciel aveva anche avuto almeno tre figli.

In seguito ai risultati dell’inchiesta il Vaticano ha incaricato l’arcivescovo Velasio de Paolis di riformare la congregazione dei Legionari di Cristo, riscrivendone la costituzione. Mercoledì sono stati resi noti anche i nomi degli altri prelati che lo aiuteranno nel compito: padre Agostino Montan, vicario episcopale per la vita religiosa della diocesi di Roma; monsignor Mario Marchesi, vicario generale della diocesi di Cremona; il padre gesuita Gianfranco Ghirlanda, ex rettore della Pontificia Università Gregoriana e  il vescovo Brian Farrell (Legionario di Cristo), segretario del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani. Mons. Ricardo Blazquez, arcivescovo di Valladolid, è invece stato nominato “visitatore” per Regnum Christi.

Il delegato pontificio Velasio de Paolis, secondo il decreto firmato il 9 luglio scorso dal cardinale segretario di Stato Tarcisio Bertone, ha l’incarico di governare la Congregazione dei Legionari di Cristo a nome del Papa «per il tempo necessario a realizzare il cammino di rinnovamento e condurlo alla celebrazione di un Capitolo generale straordinario che avrà come scopo principale portare a termine la revisione delle Costituzioni». I consiglieri assistono il delegato «nell’adempimento del suo ufficio, secondo le circostanze e le possibilità e possono essere incaricati per compiti specifici, particolarmente per visite ad referendum. Con il loro aiuto, il delegato pontificio individua i temi principali, li discute, li chiarisce man mano che si presentano nel cammino che egli è chiamato a condurre».