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  • venerdì 24 settembre 2010

L’intervento di Ahmadinejad alle Nazioni Unite

Il presidente iraniano ha attaccato gli Stati Uniti accusandoli di essere responsabili dell'Undici Settembre

Alle parole di Ahmadinejad almeno i rappresentati di 33 nazioni si sono alzati e sono usciti dalla sala

Diversi delegati alla riunione annuale dell’Assemblea Generale dell’ONU hanno abbandonato la sala ieri durante l’intervento del presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad. Durante il suo discorso (intorno al minuto 1.50 del video) Ahmadinejad ha ipotizzato che il governo degli Stati Uniti sia responsabile degli attacchi terroristici dell’Undici Settembre. Come ha già fatto in passato, non ha accusato direttamente l’America ma ha riportato all’Assemblea quelle che ha sostenuto siano le tre opinioni più condivise. Quella che secondo lui «è la più fondata per la maggioranza dei cittadini americani e molte nazioni straniere» è la possibilità che «qualche segmento interno al governo degli Stati Uniti abbia orchestrato l’attacco per sistemare l’economia americana in declino e aumentare la propria presa sul Medioriente per salvare il regime Sionista».

33 rappresentati di varie nazioni (tutti i membri dell’Unione Europea più Stati Uniti, Canada, Australia, Nuova Zelanda, Costa Rica) hanno lasciato la sala per protesta. La provocazione ha in parte oscurato altri passaggi del suo discorso, come la promessa di non essere interessati alla bomba atomica e la richiesta di rispettare egualmente Corano e Bibbia.

https://www.youtube.com/watch?v=rFUC584rG5A
Ogni anno i rappresentanti delle varie nazioni si incontrano all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, l’organo di consultazione più importante dell’organizzazione intergovernativa che conta attualmente 192 membri. I leader hanno la possibilità di tenere discorsi davanti alla comunità mondiale, e si discute dei problemi principali che il mondo sta affrontando in questo momento. Gli otto punti principali che sono stati toccati in quest’Assemblea:

Dimezzare il numero delle persone che vive con meno di un dollaro al giorno, garantire l’istruzione primaria a tutti, promuovere la parità dei sessi, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, bloccare la diffusione di Hiv-Aids, malaria e altre malattie, garantire la sostenibilità ambientale, sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo.