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  • giovedì 16 Settembre 2010

Un viaggio complicato

Tutte le grane che aspettano Joseph Ratzinger nella sua visita in Gran Bretagna, che comincia oggi

Il Papa arriverà oggi in visita in Gran Bretagna, ventotto anni dopo la storica visita di Karol Wojtyła del 1982. Si tratta di un appuntamento piuttosto importante per la religione cattolica, ma quanto accaduto negli ultimi mesi – dentro e fuori la Chiesa – ha determinato un insieme di situazioni non proprio ideali in vista della visita di Ratzinger, che rischiano seriamente di mettere in imbarazzo il Vaticano. Le grane dietro l’angolo sono più di una.

Il confronto con Wojtyła
Karol Wojtyła fu il primo papa a visitare il Regno Unito nel corso del suo pontificato, nel 1982. E fu un trionfo, un’isteria collettiva che non si limitò a coinvolgere i cattolici e portò nelle strade oltre due milioni di persone: erano altri tempi, era un altro papa, e Wojtyla fu accolto come un eroe. A Joseph Ratzinger sarà certamente riservata un’accoglienza ben più tiepida: certamente ci saranno decine di migliaia di persone a dargli il benvenuto per le strade, ma non ci sarà nessuna adunata oceanica e molti eventi sono stati ridimensionati nelle ultime settimane.

Presenze e assenze
Questa sera a Glasgow si terrà il più grande evento tra quelli previsti nel calendario della visita, una messa papale a Bellahouston Park che inizialmente avrebbe dovuto prevedere la partecipazione di almeno centomila fedeli. Vista la lentezza con cui venivano venduti i biglietti (sì, venduti: ci arriviamo) la Chiesa ha poi ristretto l’area in modo da ospitare 65 mila persone. Nel 1982, nello stesso parco, Wojtyla mise insieme 300 mila pellegrini.

I costi
I quotidiani britannici se ne occupano da mesi, cercando di fare i conti e capire quanto costerà alla collettività questa visita papale. La cosa va letta su due piani differenti: da una parte i costi legati all’attività religiosa e pastorale del Papa, che le autorità pubbliche britanniche non coprono. Un mese fa l’Independent documentò che degli otto milioni di sterline richiesti, la Chiesa cattolica in Inghilterra, Galles e Scozia ne aveva raccolti solo cinque, la maggior parte di questi proveniente da un nucleo ristretto di donatori, sia singoli cittadini che aziende. Per questa ragione è stata presa una decisione poco ortodossa: far pagare un biglietto di ingresso ai fedeli che vorranno partecipare agli eventi. Il costo varia da 5 a 25 sterline, secondo l’importanza dell’evento, e permette di ricevere un “kit del pellegrino”. Poi ci sono i costi collegati alle misure di sicurezza. Il primo ministro David Cameron ha detto che il Papa è formalmente un capo di stato straniero, e per questo genere di visite esiste un protocollo ben preciso. Lord Patten, il rappresentante di Cameron, ha detto che il costo totale per i contribuenti oscillerà tra i dieci e i dodici milioni di sterline, più o meno 13 milioni di euro: un solo giorno del G20 tra i ministri delle finanze dell’anno scorso è costato molto di più.

Gli abusi sessuali
La Gran Bretagna è stata toccata marginalmente dagli scandali di questi mesi sugli abusi sessuali all’interno della Chiesa, ma attivisti e associazioni a difesa delle vittime non mancheranno di far sentire la loro voce, accusando il Vaticano e il Papa di non avere fatto abbastanza. La Chiesa ha cercato di disinnescare la minaccia annunciando un incontro – rigorosamente a porte chiuse e senza testimoni – tra il Papa e dieci vittime di abusi, durante il viaggio. Non se ne sa molto di più.

“Un paese del Terzo mondo”
In ogni caso, non è che il Vaticano stia contribuendo a rendere le cose più semplici. Ieri un settimanale tedesco, Focus, ha raccontato che un consigliere anziano del Papa, il cardinale Walter Kasper, ha detto che arrivare all’aeroporto di Heathrow è come arrivare “in un paese del Terzo mondo”, perché la Gran Bretagna è oggi un paese “secolarizzato e pluralista”. Il portavoce della sala stampa vaticana, Federico Lombardi, ha detto che i commenti non volevano essere offensivi, ma facevano riferimento al multiculturalismo della capitale britannica. La Chiesa britannica ha preso le distanze dalla frase di Kasper, che è stato rimosso all’ultimo minuto dalla lista degli accompagnatori del Papa: motivi di salute, dicono.

L’appello
Ieri intanto cinquanta personalità avevano firmato una lettera per chiedere che al Papa non venisse dato “l’onore” di visitare il Regno Unito. La lettera sostiene che Joseph Ratzinger è certamente libero di visitare il Paese, ma non si possono ignorare le responsabilità sue e della sua organizzazione nell’opporsi alla “distribuzione di preservativi allo scopo di combattere la diffusione dell’AIDS”, di “promuovere un’istruzione separata”, di “negare il diritto all’aborto persino alle donne indifese”, di “opporsi all’uguaglianza dei diritti per gli omosessuali”, e di non essere riuscita a combattere i casi di abusi sessuali nei confronti di minori da parte dei membri della sua organizzazione. La lettera – firmata, tra gli altri, da Ken Follett, Stephen Fry e Jonathan Miller – rigetta poi la visione del Papa come capo di stato, attribuendola semplicemente ai Patti Lateranensi e quindi priva di riconoscimento internazionale. Qualche tempo fa un’altra lettera, sottoscritta fra gli altri da Richard Dawkins e Christopher Hitchens, aveva chiesto il suo arresto, per il suo ruolo nell’insabbiamento degli abusi sessuali.

Protest the Pope
Manifestazioni ce ne saranno, seppure non particolarmente grandi: la Chiesa teme soprattutto le azioni di piccoli gruppi di disturbatori, magari infiltrati tra i pellegrini. La marcia più significativa si terrà sabato. Intanto a Londra si stanno vendendo un sacco di magliette con scritto “Pope Nope”, sugli autobus sono apparse campagne che chiedono al Papa di ordinare sacerdoti anche le donne.

Il calendario della visita
Ratzinger arriva oggi in Scozia, a Edimburgo, e poi si sposterà a Glasgow per la messa all’aperto. In serata, dopo un concerto in suo onore (canterà l’immancabile Susan Boyle) volerà a Londra. Domani sono previsti incontri con l’arcivescovo di Canterbury e con la regina Elisabetta, discorso e messa a Westminster. Sabato messa alla cattedrale di Westminster e veglia all’aperto a Hyde Park. Domenica, cerimonia di beatificazione di massa, incontro con i vescovi britannici e ritorno a casa, in Vaticano.