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  • giovedì 12 Agosto 2010

Quando cancellare un articolo da internet

Un'informazione non aggiornata può creare delle grane sia ai diretti interessati che ai giornalisti

Il problema è che una volta pubblicata una notizia, non se ne ha più il controllo

Arriva un determinato momento in cui è giusto rimuovere i contenuti da internet? È la domanda che si pone un post sul blog di Andrew Alexander del Washington Post, che cita uno studio per cui il 78.2 per cento di chi lavora nei media nordamericani si definisce favorevole, almeno in qualche caso, alla rimozione di alcuni contenuti.

Il problema alla base della questione è che, una volta pubblicata una notizia, questa non può essere più gestita: le informazioni si diffondono senza alcun controllo ed eventuali aggiornamenti passano spesso inosservati. Un caso citato è quello di Joseph Unice, un ex ufficiale dell’esercito americano che fu accusato ventritré anni fa di atteggiamenti osceni per poi essere completamente scagionato. A oggi, in rete, non c’è traccia della sua assoluzione, mentre cercando il suo nome si trovano diversi articoli che parlano delle accuse.

In effetti questo caso ha più a che fare con il fatto che di alcune notizie si perdono le tracce più che con l’eccessiva conservazione di alcune di queste: in fondo se anche il Washington Post avesse cancellato le notizie riguardanti la procedura intentata ai danni di Unice, ci sarebbe sicuramente stato qualcuno ad aver copiato o commentato la notizia su di un altro luogo, magari anche diverso tempo dopo.

Alexander dice che ci sarebbe bisogno di alcune norme univoche di comportamento, e racconta che alcuni siti di informazione hanno già iniziato a rendere non consultabili alcune informazioni sensibili come quelle di accuse a questo o quell’imputato. La mancanza di uniformità, però, costituisce un problema supplementare, che potrebbe portare al verificarsi di ulteriori equivoci. La soluzione a questo problema sarebbe quella di disporsi ad aggiornare tutte le notizie che abbiano un’evoluzione, ma l’impresa sarebbe improba perché porterebbe a dover mettere le mani ogni giorno su un numero gigantesco di vecchi articoli, specie per i grandi giornali. Insomma, la soluzione in questo momento non appare appare a portata di mano. E forse, dice in chiusura Alexander, piuttosto che impiccarsi alla decisione su cancellare o non cancellare bisognerebbe farsi venire delle idee, e vedere se esistono altre strade per risolvere il problema.

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