Il brainstorming? Non funziona

La tecnica del brainstorming è stata inventata nel '53 e, cinque anni dopo, dichiarata inefficace. Eppure la stiamo usando ancora adesso

Newsweek suggerisce sette tecniche alternative (e funzionanti) per incentivare la creatività

Qualcuno ne sente parlare in ambito scolastico, altri non sanno cosa sia finché non viene proposto nell’ambiente di lavoro: in un modo o nell’altro il brainstorming viene presentato come passaggio fondamentale del processo creativo. Sbagliato.

Diffusasi nel 1953 grazie alla pubblicazione del libro “Applied Imagination”, il brainstorming è una tecnica per trovare soluzioni creative in gruppi di lavoro, e di solito viene usata per dare inizio ad un determinato progetto: ai partecipanti è richiesto di ritrovarsi tutti insieme e di condividere con gli altri qualsiasi idea, spunto o parola chiave che passi loro per la testa, comprese quelle più ridicole o che scarterebbero a priori; di solito, grazie ad un processo di connessioni logiche e discussione collettiva, si arriva a tracciare lo scheletro della soluzione cercata, che verrà poi rifinito in seguito. Tutto molto logico e accattivante: peccato che nel 1958, a soli cinque anni dalla sua invenzione, sia stato provato che la tecnica non funziona. E nessuno ci aveva avvertiti.

Numerosi studi hanno da tempo dimostrato che tutte le tecniche più comuni usate per incentivare la creatività di un gruppo di lavoro non solo non funzionano ma hanno, spesso, un impatto negativo. Michael Mumford, docente alla University of Oklahoma, non si risparmia nel definire “spazzatura” tutti i programmi per incentivare la creatività in adulti e bambini. Ne parla Newsweek, elencando sette tecniche che, invece, paiono funzionare.

1. Non dire a nessuno di “essere creativo”. Un’istruzione del genere porta le persone a bloccarsi. Però, secondo Mark Runco, docente presso la University of Georgia, c’è un suggerimento che funziona: “Fai qualcosa a cui solo tu potresti pensare – che non verrebbe mai in mente a nessuno dei tuoi amici o familiari.”

2. Muoviti. Quasi ogni aspetto della nostra attività cognitiva può trarre giovamento da mezz’ora di esercizio fisico, e la creatività non fa eccezione. Non importa quale sia il tipo di esercizio, e l’effetto ha una durata di almeno due ore. C’è però da dire che funziona solo per chi è fisicamente in forma: per le persone che non sono abituate a muoversi, l’affaticamento dato dall’esercizio ne annulla gli effetti benefici.

3. Fai una pausa. Gli studiosi del multi-tasking affermano che non è possibile lavorare a due progetti contemporaneamente, ma che la dinamica è diversa se si ha più di un progetto creativo da portare a termine. È possibile completare più progetti in tempo se ci si concede di passare dall’uno all’altro quando la soluzione non appare immediata.

4. Passa meno tempo davanti allo schermo. Secondo Elizabeth Vandewater, professoressa presso la University of Texas, per ogni ora che un bambino passa davanti alla tv il suo totale di attività creative –dal gioco al disegno– cala dell’11%. Se si considera che i bambini passano circa tre ore al giorno davanti alla tv, questo significa una riduzione di un terzo del tempo dedicato alla creatività, quindi meno tempo per sviluppare, attraverso il gioco, un senso di indipendenza creativa.

5. Esplora altre culture. Cinque esperimenti condotti da Adam Galinsky, della Northwestern University, hanno dimostrato che chi ha vissuto all’estero supera gli altri nelle attività creative. La creatività è più sviluppata anche per gli immigrati di prima o seconda generazione, e per chi parla più di una lingua. La teoria è che le esperienze interculturali costringono le persone ad adattarsi e a diventare più flessibili. Anche solo studiare un’altra cultura può aiutare. Nel laboratorio di Galinsky le persone si dimostravano più creative dopo aver assistito a una proiezione sulla Cina: una sessione di 45 minuti aumentava le performance creative per un’intera settimana.

6. Segui le tue passioni. Rena Subotnik, ricercatrice per l’American Psychological Association, ha studiato la progressione dall’infanzia alla carriera creativa. I bambini conseguono risultati migliori quando è permesso loro di sviluppare passioni profonde e seguirle senza riserve, a spese di un apprendimento generalista. “I bambini che si identificano profondamente con un ambiente creativo hanno più disciplina e affrontano meglio gli ostacoli”, ha notato. Al contrario, i bambini esposti superficialmente a diverse attività non hanno la stabilità necessaria per superare momenti difficili.

7. Abbandona la scatola dei suggerimenti. Se si vuole aumentare l’innovazione all’interno del luogo di lavoro, la prima cosa che bisogna fare è liberarsi della scatola dei suggerimenti, avverte Isaac Getz, professore all’ESCP (Europe Business School in Paris). Un protocollo formalizzato per esprimere i propri suggerimenti, che sia una scatola attaccata al muro, un form da compilare via email, o un sito web interno, in realtà soffoca l’innovazione, perché i dipendenti hanno la percezione che le loro idee finiscano in un buco nero di burocrazia. Al contrario: i dipendenti devono sentirsi liberi di mettere in pratica le loro idee. Una delle ragioni del successo della fabbrica Toyota in Kentucky è l’implementazione del 99% delle idee dei dipendenti.

foto di @boetter

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.