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  • mercoledì 7 Luglio 2010

La manifestazione degli aquilani a Roma: cosa si sa e cosa no

Nessuno conosceva il percorso ufficiale della manifestazione: né la Questura né i promotori

Una parte del corteo si scontra con la polizia in piazza Colonna, tre persone restano lievemente ferite

Questa mattina a Roma circa cinquemila cittadini aquilani hanno protestato per la situazione della loro città, ancora in gravi difficoltà dopo il terremoto dell’anno scorso. In particolare, gli aquilani chiedono che sia stilato un piano organico per la ricostruzione del centro e chiedono una proroga dell’esenzione dal pagamento delle tasse che fu accordata loro dal governo subito dopo il sisma.

I manifestanti sono arrivati a Roma e si sono radunati in piazza Venezia con l’obiettivo di muoversi verso il Parlamento, qualche centinaio di metri oltre. Piazza Montecitorio era chiusa per una concomitante manifestazione delle associazioni di disabili in protesta contro i tagli contenuti nella nuova finanziaria. Qui c’è la prima questione irrisolta: a Roma è consueto che si tengano due o tre manifestazioni al giorno, ma non è chiaro se la manifestazione degli aquilani fosse stata autorizzata o no. Quello che sappiamo è che alla partenza del corteo la polizia ha predisposto le normali misure di sicurezza, senza contestare la sua legittimità. Quando sono cominciati gli scontri – ci arriviamo – la polizia ha detto invece che il corteo non era autorizzato.

Gli scontri cominciano quando un centinaio di manifestanti cerca di forzare il blocco della polizia in via del Corso, la strada che collega piazza Venezia a Montecitorio, allo scopo di dirigersi verso il palazzo della Camera. Anche qui, non è chiaro quale fosse il percorso previsto: il sindaco dell’Aquila ha detto di non saperlo, la polizia ha detto che il tragitto non poteva prevedere l’arrivo a Montecitorio, data la presenza dell’altra manifestazione. Fatto sta che i carabinieri reagiscono ai tentativi di forzare il blocco con qualche piccola carica.

A un certo punto il blocco viene parzialmente aperto e diverse centinaia di persone si dirigono verso il secondo blocco che si trova in piazza Colonna, da cui si accede a Montecitorio. È lì che avvengono gli scontri più violenti: i manifestanti premono, la polizia tira fuori i manganelli, tre persone restano lievemente ferite. L’intervento del sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, calma i manifestanti e li convince a fermarsi: la notizia che sia lui stesso colpito da una manganellata è successivamente smentita. È a piazza Colonna che, poco dopo, arriva Pierluigi Bersani. Un altro gruppo di persone intanto torna indietro e si dirige verso un blindatissimo Palazzo Grazioli, residenza romana di Silvio Berlusconi in via del Plebiscito, di nuovo nei pressi di Piazza Venezia.

Il resto della manifestazione avviene tra grande tensione ma senza altri scontri: una parte riesce a raggiungere piazza Colonna, mentre il gruppo diretto a Palazzo Grazioli viene respinto dalla polizia. Poi il grosso dei manifestanti tenta di arrivare al Senato ma anche lì niente, e allora finisce per ripiegare su piazza Navona, sempre nella stessa zona centralissima di Roma. Se c’era un percorso ufficiale, nessuno lo conosceva: né la Questura né i promotori della manifestazione. Il ministro degli interni Roberto Maroni ha convocato una riunione d’urgenza al Viminale per capire l’accaduto e individuare le responsabilità degli scontri tra polizia e manifestanti.

“Ho solo notizie frammentarie, al ministero mi farò raccontare come sono andati i fatti. Io verifico i fatti non le opinioni riportate da qualcuno”

Nel frattempo i politici di tutti gli schieramenti accusano chiunque.

“Gli aquilani sono incontentabili”, Giorgio Stracquadanio (Pdl)

“Il governo non dà risposte e manda la polizia”, Pierluigi Bersani, segretario Pd

“La protesta? Abbiamo sentito solo qualche fischietto”, Franco Frattini, ministro degli esteri, (Pdl)

“Le dichiarazioni del ministro Frattini sono gravi. Hanno la stessa valenza delle risate di quegli imprenditori che subito dopo il terremoto dell’Aquila erano già pronti a speculare. Il ministro rispetti la disperazione del popolo aquilano che fino a oggi ha assistito ai soliti spot di governo, subendo l’umiliazione di promesse non mantenute”, Antonio Di Pietro (IdV)

Questa l’intervista al sindaco dell’Aquila Massimo Cialente durante la manifestazione.
https://www.youtube.com/watch?v=_0P0AFn-Skk

E queste alcune immagini degli scontri con la polizia.