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  • giovedì 10 Giugno 2010

L’Estonia non vuole più il russo

Il governo vuole rafforzare l'identità nazionale del paese valorizzando la lingua estone

L'Estonia faceva parte dell'Unione Sovietica e il 30% degli abitanti parlano ancora russo come prima lingua

Da qualche mese nelle scuole estoni i professori di lingua russa sono terrorizzati dallo spettro dell’Ispettorato Nazionale sulla Lingua. Il governo ha deciso che d’ora in poi gli insegnanti delle scuole pubbliche dovranno parlare meno in russo e più in estone costringendoli quindi a sostenere dei veri e propri esami per dimostrare la loro competenza linguistica. Se non li superano, devono seguire dei corsi appositi e poi provarci di nuovo.

L’Estonia è uno dei paesi che facevano parte dell’Unione Sovietica e il russo era stato imposto come lingua ufficiale. Prima ancora, erano stati gli zar a introdurre la lingua russa come parte della strategia di controllo dei paesi sotto il loro dominio. L’unione Sovietica aveva poi colonizzato il paese trasferendovi in condizioni privilegiate molti russi.

Dopo il collasso dell’Unione Sovietica, alcuni Paesi hanno cercato di recuperare la loro identità nazionale anche attraverso il recupero delle proprie lingue. E il Cremlino, consapevole che la marginalizzazione della lingua russa potrebbe contribuire a ridurre la sua influenza, ha protestato a lungo contro le nuove disposizioni dei suoi ex paesi satelliti. La questione è particolarmente accesa in Estonia e Lettonia, dove conoscere la lingua originaria del paese è condizione indispensabile per ottenere la cittadinanza: più volte, dopo l’indipendenza dall’Unione Sovietica, è capitato che persone di lingua russa se la siano vista negata.

La questione, poi, sta dentro un più ampio e drammatico problema di ritorsione discriminatoria dei cittadini di origine russa da parte degli estoni. Decenni di vessazioni comuniste hanno radicato negli estoni diffidenze e ostilità fortissime che dall’indipendenza in poi si sono trasformate in veri e propri razzismi nei confronti degli ex carnefici. Il tentativo di ridare un’unità linguistica al paese si accavalla quindi al desiderio di eliminare ogni eredità russa.

In Estonia, il 30% degli abitanti parla russo come prima lingua, una percentuale che tende a salire nella capitale Tallinn. Ilmar Tomusk, direttore generale dell’Ispettorato Nazionale sulla Lingua, dice che si stanno testando le competenze linguistiche di tutti i lavoratori statali, dagli impiegati agli autisti dei bus. Ma che la battaglia cruciale è quella che si combatte nelle scuole, dove le competenze linguistiche degli insegnanti sono addirittura inferiori a quelle che si richiedono agli studenti. Quasi la metà delle scuole pubbliche in Estonia usa il russo come prima lingua, ma ora il governo sta imponendo nuove regole che prevedono che il 60% delle lezioni siano tenute in estone.

Tomusk difende la scelta del governo da chi la accusa di essere una politica discriminatoria nei confronti dei cittadini di etnia russa, e dice che le caricature di cui è stata oggetto da parte dei politici filorussi di Tallinn e dei loro alleati a Mosca sono del tutto ingiustificate.

In una società democratica è abbastanza comune che gli impiegati pubblici parlino la lingua del loro stato. Se un pubblico ufficiale è in Russia, deve conoscere il russo. Se è in Estonia, deve conoscere l’estone. Non si tratta di discriminazione.

Il preside Izabella Riitsaar del Pae Gymnasium dice che non ha avuto nessun problema con gli ispettori che sono venuti a scuola a fare i controlli: erano gentili, le hanno comunicato quando sarebbero venuti e le hanno permessso di assistere agli esami. “Credo che chi vive in questo paese debba conoscere la sua lingua, anche se può essere difficile”, ha detto al New York Times.

Per alcuni insegnanti l’incontro con l’ispettorato invece è stato molto più problematico. Anche quelli che hanno superato l’esame, dicono che non è stato per niente piacevole:

“A dirla tutta è stato difficile”, racconta Natalya Shirokova, un’insegnante di inglese: “ero molto agitata prima dell’esame e anche durante. È stato stressante dal punto di vista emotivo. Un po’ penso che dipenda dal fatto che siamo insegnanti e per un insegnante è orribile fare un errore, fare qualcosa di sbagliato”.

Una delle difficoltà principali per i cittadini di lingua russa dipende dal fatto che l’estone non è una lingua indoeuropea ma appartiene al ramo finnico delle lingue uraliche e quindi è molto più simile al finlandese che al russo.